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La stangata della Tasi, più dell’Imu

La stangata della Tasi, più dell’Imu

La ricerca del Sole 24 mette in luce l’aumento a Ferrara dell’imposta con un incremento del 23% per una famiglia normale

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Più che un cambiamento di nome, un inasprimento della pressione fiscale sul mattone. Nel passaggio da Ici a Imu e quindi a Tasi, a rimetterci sono in definitiva le tasche del contribuente. Quella che non è certo una sorpresa viene messa nero su bianco da una ricerca del Caf Acli, riportata sul quotidiano IlSole24Ore di ieri. Ferrara non fa eccezione alla tendenza: è infatti tra quei 71 capoluoghi sui 100 presi in considerazione in cui, nel caso dell’abitazione principale, il tributo sui servizi indivisibili (la Tasi 2014) si è rivelato più pesante dell’Imu 2012. Nel dettaglio un incremento dal 23%, passando da 196 a 240 euro, con il calcolo che si basa sulla rendita media cittadina e una famiglia con due adulti e un figlio di dieci anni (reddito medio 35mila euro, Isee 28mila euro.

«Sul dato – spiega il neoassessore al bilancio Luca Vaccari, successore di Luigi Marattin da un mese circa – pesa il fatto che noi abbiamo scelto di concedere detrazioni solo dal terzo figlio in poi. Ma le cifre vanno lette con attenzione e si può notare che se è vero che a Bologna c’è stata una variazione inferiore in termini percentuali, pari al 17%, in termini assoluti questa è stata più salata: 50 euro contro i nostri 44». Sempre per ciò che riguarda la prima casa, Ferrara è al 58esimo posto nazionale per tassazione. La ricerca contempla anche la voce relativa alla casa affittata: qui il rincaro è del 106% (da 487 a 1.002 euro) comunque inferiore alla maggioranza delle altre realtà. Un altro raddoppio della spesa si è verificato per i negozi (dai 414 euro dell’Ici 2011 ai 861 di Imu+Tasi 2014), mentre sui capannoni industriali si è passati da 2.299 a 3.843, +67%). «Siamo quarti in regione per i tributi relativi alle case affittate e capannoni, settimi per negozi», dice Vaccari.

Va ricordato che nel bilancio comunale di previsione per il 2015 le aliquote non subiranno cambiamenti. «Per ora siamo fermi lì – sottolinea l’assessore –, poi il futuro è un’incognita e siamo appesi alle decisioni in ambito nazionale: l’indicazione per ora è quella dell’invarianza di gettito. Unindustria ha fortemente criticato l’Imu sui capannoni? Vedremo, servirà mettersi lì con il bilancino». Sull’ipotesi di “local tax” (una tassa unica territoriale che accorpi quelle da pagare) già dal prossimo anno «cercheremo di aprire tutte le strade possibili, visto che tutto ciò che va in direzione di una semplificazione è utile per i cittadini», si limita ad accennare Vaccari. Intanto vale la pena ricordare che si avvicina una nuova scadenza sul calendario: infatti c’è tempo fino al prossimo 16 dicembre per il pagamento del saldo di Imu e Tasi, dopo il versamento del primo acconto nel mese di giugno.

Fabio Terminali

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