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«Noi poliziotti dalle mani legate»

«Noi poliziotti dalle mani legate»

Sicurezza in città, Caprini (Sap): «Mancano norme, certezza della pena e crescono disagio e degrado»

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Adesso scrive «solo» come poliziotto. Nel dibattito sulla sicurezza negata in città, torna la voce di Luca Caprini, segretario del sindacato Sap e capo pattuglia di Volanti. E nel suo intervento, nel botta e risposta tra lui e il sindaco Tiziano Tagliani, tra le righe si trova l’amarezza di chi non riesce a garantire quella sicurezza che i cittadini reclamano a gran voce. «Ciò che manca - spiega Caprini - per riuscire a svolgere al meglio il nostro lavoro sono le norme: ad oggi, noi poliziotti abbiamo le mani legate». Perchè? «Perchè non c’è certezza della pena, siamo esposti a responsabilità enormi dovendo assumere in pochi secondi decisioni che possono portare alla limitazione della libertà».

Caprini e così come lui i tanti poliziotti e forze dell’ordine in servizio, a Ferrara e altrove, sono la prima linea di un disagio che la gente non nasconde più: «I poliziotti - spiega Caprini rivolto al sindaco - parlano coi cittadini giorno e notte, nei momenti di paura, quando sono reduci da situazioni di pericolo, quando fanno ritorno in una casa svaligiata, subito dopo il ricovero di un loro caro investito dal pirata stradale di turno, quando raccontano che da mesi cambiano tragitto per non passare in certe zone della città per paura». «Noi poliziotti - dice aspro Caprini - non abbiamo agende di appuntamenti (quella del sindaco, ndr) abbiamo semplicemente una radio sulla macchina da cui riceviamo l’indirizzo verso dove correre perchè qualcuno ha bisogno di noi subito».

In realtà, svestiti i panni del candidato elettorale (alle regionali si presentava con la lista di centro-destra Ncd-Udc), Caprini ha cercato di nuovo aiuto dal sindaco e dalle istituzioni. Ha ricordato a Tagliani che è anche presidente della Provincia, in cui in una città come Portomaggiore, addirittura, si chiede di far arrivare l’Esercito a supporto delle forze dell’ordine «che pur apprezzate nel loro operato dai cittadini, appaiono insufficienti nell’affrontare fenomeni di criminalità sempre più crudi e numerosi». Caprini racconta ciò che vive durante il servizio: «Ci troviamo spesso di fronte a fatti derivanti da situazioni di degrado serissimo; una volta risolta la fase dell'emergenza, ci fermiamo un po' ad ascoltare la gente nell'ambiente dove vive: il quadro non è rassicurante e non si tratta di fare sensazionalismo». Poi fa quasi il mea culpa: «Ci si deve assolutamente discostare da chi soffia sul fuoco creando allarmismo sovente a scopi elettorali; e su questo credo che siamo tutti d'accordo, ma anche la tendenza a minimizzare è pericolosa».

E infine l’appello, poichè «dalle normative si evince che i Sindaci hanno un ruolo assolutamente non secondario nella "produzione" di sicurezza; e da questo deriva la richiesta di un confronto: ci dia una mano, signor Sindaco. Si faccia sentire in Comitato di ordine e sicurezza pubblica e pretenda maggiore attenzione per Ferrara». (d.p.)

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