Presidente dimezzato in pasticcio ferrarese
L'editoriale del direttore STEFANO SCANSANI
di STEFANO SCANSANI
Non c’è più l’Emilia di una volta. E nemmeno il nuovo presidente della Regione, come si compiacevano i predecessori, potrà dichiarare d’essere il governatore di tutti. Tutti chi? Il 49% che ha preferito il Pd? Capovolgo la numerologia delle elezioni-legnata: Bonaccini ha ricevuto il “mi piace” dal 18 per cento degli aventi diritto. Scheletrico. Scheletrico, perché il 62,3% degli aventi diritto è stato alla larga dalle urne. Scritto questo chiudo il discorso sullo stato della democrazia sempre meno partecipata, estenuata, al collasso.
CENTROSINISTRA. Spalanco la riflessione politica che dall’altra notte ci ha esibito, appunto, un’Emilia trasfigurata. Per prima cosa è insopportabile l’analisi del risultato da parte degli stessi politici vincenti e perdenti perché si impossessa del giudizio popolare, lo veicola, interpreta, volta e rivolta come gli pare. Il Pd ha perso e basta. Oppure, se vogliamo girarla alla maniera letteraria, quella di Bonaccini è stata una vittoria di Pirro, dimezzata. Non perché qualcosa non ha funzionato, piuttosto perché quasi tutto è andato in tilt. La botta al partito egemone che alle europee era stato premiato con il 49,6% nel Ferrarese (sul 69,05% di affluenza) e un 52.5% in regione (sul 76,4% di affluenza), è stata inferta dalle dimissioni di Errani, dall'inchiesta su Rimborsopoli che coinvolge la bellezza di 40 consiglieri. La gente dovrà pur punire qualcuno.
Alla miscela vanno aggiunte la lunghezza della crisi, i risultati miseri dell’azione renziana; la dichiarazione di guerra degli oppositori interni, della Camusso e Landini.
Basta eseguire due sottrazioni per comprende come fino a ieri la macchina del voto emiliano fosse carburata e lubrificata proprio dai compagni della sinistra militante, di radice rossa, radicale e sindacale. Viene da pensare che sul nostro terreno - anche ferrarese - si sia consumato il primo scontro all’arma bianca fra i renziani e tutti gli altri.
CENTRODESTRA. Sul campo emiliano anche Forza Italia ha subito drammatiche perdite in favore dell’alleato leghista, attraverso una micidiale trasfusione di voti: uno a due. Proprio nel Ferrarese l’altra notte hanno preso avvio questi fenomeni: la finale consunzione dell’egemonia di Berlusconi; la lombardizzazione dell'Emilia; l'era del centrodestra condizionato da Salvini.
Il sindaco di Bondeno Alan Fabbri è il nuovo modello di candidato spendibile, local-populista, moderato nei giorni feriali, aggressivo quando si ritrova Salvini nel motore. Insieme, loro due, con le felpe Scortichino e Emilia, hanno istigato i nervi scoperti: disoccupazione e povertà degli emiliani, cosiddetti clandestini, campi rom, crisi economica e frutta ferrarese che non va più in Russia. In otto Comuni su 24 Fabbri ha conseguito la maggioranza dei consensi, compresi centri strategici come Goro, Comacchio, Mirabello, Vigarano e fatalmente Cento. In quest'ultima città, seconda del territorio, la Lega ha maturato un consigliere regionale, Marco Pettazzoni, che con Fabbri fa bis. Tutto l'Alto Ferrarese è verde-nero.
GRILLINI. Arrivati terzi, hanno perduto in potenza, graffio e vaffa. Cause e circostanze della quota 13,3% sono sovraferraresi, ma qualche depotenziatore locale c’è. È il caso di Comacchio, fino a un mese fa roccaforte del M5S, espulsa da Grillo, e quindi in libertà. Il centrodestra nella città delle valli ha centrato il 52,39% quindi resta un chiodo ficcato nella sfera d'influenza del Pd.
EPILOGO. Questa carrellata finisce col pasticcio ferrarese, cioè il caso di Aristide Pincelli che a sua insaputa si è ritrovato sulla scheda di Emilia Romagna Civica (s’è preso 20 preferenze). Come dire che lo sconquasso geopolitico regionale riserva incidenti quasi di folklore. Piuttosto è molto seria la responsabilità che si son presi i novelli consiglieri, derivanti dall’apparato Pd, a corollario di Bonaccini: Zappaterra regina delle preferenze, e Calvano vaticinato segretario regionale. Buon lavoro a tutti (anche al 62,3% che non ha votato).
Stefano Scansani
s.scansani@lanuovaferrara.it
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