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Caso Mirror, un’ ipotesi di accordo

Caso Mirror, un’ ipotesi di accordo

Possibile schiarita sul caso dei 14 facchini. Il sindaco Toselli ha convocato tutte le parti in causa

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SANT’AGOSTINO. Possibile schiarita sul caso dei 14 facchini impiegati fino a poche settimane fa alla Mirror di Sant’Agostino. La vicenda ieri pomeriggio è approdata a Ferrara, in Castello Estense, sede della Provincia. Tutte le parti in causa sono state convocate al tavolo istituzionale da Fabrizio Toselli, assessore provinciale alle attività produttive, oltre che sindaco del paese dell’Alto Ferrarese. Oltre un’ora e mezza di riunione nel tentativo di sbloccare una vicenda che si trascina ormai da settembre. Come accennato, esiste un’ipotesi di accordo. L’azienda che è subentrata alla Lk nell’appalto alla Mirror, la Mfz di Novi di Modena, è disponibile ad assumere una parte dei lavoratori. Ma quanti? La risoluzione passa inevitabilmente attraverso questo nodo. «C’è stata un’apertura da parte dell’azienda subentrante – dice al termine dell’incontro Simone Carpeggiani del SiCobas, il sindacato di base che rappresenta i facchini - Per noi l’importante è l’occupazione e vorremmo una soluzione per tutti i lavoratori. Ne discuteremo in assemblea, manderemo una nostra proposta alla ditta: siamo in attesa, per quanto ci riguarda». Il confronto tra le fila dei facchini è previsto già nella giornata di oggi: una risposta arriverà nel giro di poche ore, presumibilmente domani, comunque entro la settimana. Nel frattempo sono sospesi i blocchi davanti alla Mirror: la possibilità di una nuova mobilitazione ostruzionistica dell’attività produttiva era circolata nei corridoi ieri in Castello, non era un mistero per nessuno. Per l’impresa di Sant’Agostino associata a Unindustria (rappresentata da Daniele Ponselè) lo stop al conflitto è un’occasione utile. «Ci deve essere un accordo che riguardi tutte le parti in gioco in questa vicenda – spiega Nicola Ghezzi, avvocato della Mirror, presente ieri con i soci - La ditta che è subentrata nell’appalto ha messo sul piatto un’offerta: valutare alcuni posizioni lavorative. Noi puntiamo ad allargare al massimo questa possibilità. Ma non è detto che per forza tutti i facchini riassunti debbano poi lavorare in Mirror». Rimane in ballo la questione del pagamento degli arretrati dovuti ai lavoratori, oltre quella delle cause di lavoro: peraltro nessuna finora è pendente, è stato chiarito dai legali. Soddisfatto Fabrizio Toselli: «Avevamo il dovere di mettere tutti attorno a un tavolo – afferma l’assessore provinciale – per vedere se è possibile arrivare a un punto d’incontro. Si è aperto un dialogo, una prospettiva. E’ importante poi che non ci siano blocchi durante la trattativa». I facchini nordafricani avevano appeso i loro striscioni e le bandiere del SiCobas in piazza Castello, sorvegliati dalle forze dell’ordine. Sapremo a brevissimo termine che ne sarà del loro futuro.

Fabio Terminali

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