La solidarietà va in soffitta Segnale Bpvi per Carife
Vicenza sospende la clausola sulle giornate senza paga per gli addetti ex Cassa Serviva a ridurre i costi della Popolare in caso di acquisto dell’istituto ferrarese
La saga della dichiarazione d’interesse di Popvicenza per la Cassa di Risparmio di Ferrara iniziò la scorsa primavera, con il prologo dell’acquisizione da parte vicentina degli sportelli romani e romagnoli, con l’annessa trattativa sull’inquadramento dei dipendenti ferraresi. Ora da una costola di quella trattativa, che tratta la questione spinosa delle giornate di solidarietà, arriva un segnale che va nella direzione di un disimpegno dei vicentini nei confronti di Carife. Se ne è venuti a conoscenza qualche giorno fa quando, a Roma, i sindacati di Popvicenza hanno chiamato in assemblea i dipendenti ex Carife. Folta partecipazione, una cinquantina di presenti sui 65 addetti passati alla popolare, molte domande più o meno sullo stesso tema: dovremo fare o no le 20 giornate di solidarietà sul 2014 previste dall’accordo Carife dell’anno scorso? La risposta dei sindacati interni è stata rassicurante, nel senso che la direzione Popvicenza ha accordato la sospensione fino a fine anno della solidarietà, che per gli sportelli di Forlì e Cesena, e nelle 14 filiali romane, significa evitare difficoltà di organico in aree considerate in forte espansione per la banca vicentina. La situazione sarà ridiscussa entro giugno 2015, ma la previsione dei sindacati aziendali è che non ci dovrebbero essere grossi problemi a cancellare la clausola sulle giornate di solidarietà (20 l’anno fino al 2017), inserita nel contratto d’integrazione dei nuovi dipendenti in Popvicenza. «La direzione non fa più pressione per il suo mantenimento» è il messaggio filtrato dal fronte sindacale.
Il segnale, piccolo e certamente non decisivo ma comunque illuminante, è appunto questo: la clausola era stata inserita in prospettiva di un eventuale integrazione di massa di tutti i dipendenti Carife, un migliaio, in Popvicenza, che avrebbe potuto avere difficoltà ad assorbirne per intero i costi. L’affievolito interesse del vertice vicentino per il suo mantenimento, quindi, può andare di pari passo con una perdita d’interesse nei confronti del progetto d’acquisizione. Non è un caso che questa mossa arrivi dopo il passaggio delle principali banche italiane sotto la vigilanza Bce, che sembra voler concentrare le energie del sistema esclusivamente sul rafforzamento patrimoniale. E in corso Giovecca continua la due diligence sui conti da parte di Caricento.
Stefano Ciervo
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