La Nuova Ferrara

Ferrara

Contesa d’arte, Sgarbi davanti al giudice

di Daniele Predieri
Contesa d’arte, Sgarbi davanti al giudice

Il critico ferrarese dà del dilettante allo studioso Italo Tomassoni che si offende e lo denuncia per diffamazione

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Più che un processo per diffamazione è una contesa artistica sull’eredità culturale e materiale (delle opere) di Gino De Dominicis, morto nel 1998 a 51 anni, ritenuto uno dei più importanti e misteriosi artisti contemporanei italiani. I due protagonisti della contesa artistica su De Dominicis sono Vittorio Sgarbi e l’avvocato, studioso e critico di De Dominicis, Italo Tomassoni di Foligno: la contesa sul pittore però si è trasformata in lite giudiziaria che si celebra in tribunale, visto che il legale ha denunciato per diffamazione Sgarbi. E così ieri si sono accese le luci dell’arte contemporanea nell’aula del giudice Alessandra Testoni, con la sfilata in aula, nella veste di testimoni, di critici d’arte quali Achille Bonito Oliva, Bruno Corà (presidente Fondazione Burri), era citato Maurizio Calvesi, e alla prossima udienza è chiamato Duccio Trombadori, altro critico di fama nazionale. Insomma, è veramente un pezzo dell’arte contemporanea italiana in aula. Tutti qui per colpa di un articolo, attribuito a Sgarbi, pubblicato nel novembre 2012 sul quotidiano on line Notix.it: in questo intervento, inviato dall’ufficio stampa di Sgarbi alla redazione e pubblicato integralmente, Sgarbi, parlando dell’eredità culturale e non di De Dominicis e sulla contesa di un catalogo sul pittore, accusava Tomassoni che rappresentava nella vicenda la vedova dell'artista, Paola De Domincis, di essere un dilettante, incompetente e di aver plagiato l’unica erede del pittore. «Darmi del dilettante - ha spiegato Tomassoni al giudice in aula - è fuori luogo, visto che sono presente da 50 anni sulla scena italiana, tutti sanno chi sono e dire che ho approfittato della signora Paola non lo posso accettare», ha sottolineato ricordando di aver trascorso gli ultimi anni di vita con De Dominicis ed esserne diventato una sorta di alter ego nella divulgazione delle sue opere. L’avvocato Tomassoni ha anche allargato il campo indicando che vi sono altre denunce pendenti sul caso De Dominicis e una causa civile, a Roma, contro Sgarbi accusato di aver istituito una Fondazione De Dominicis, «che Sgarbi costituì senza autorizzazioni, a nostra insaputa e degli eredi (esiste una commissione di 5 esperti sulle opere di De Dominicis, compreso Tomassoni, ndr)». Sullo sfondo di tutto le opere catalogate di De Dominicis e quelle autenticate negli anni, alcune delle quali ritenute false: in merito Tomassoni ha ricordato che le trattative per il ritiro della querela sono state interrotte perchè «Sgarbi stesso, nella trasmissione Virus su Rai2, del 18 ottobre 2014 parlando dei carabinieri che avevano sequestrato opere false ma che erano autenticate disse che io, Italo Tomassoni, ero un incompetente e il conduttore Porro lo riprese di non fare nomi ‘sennò ci querelano’». E’ rimasta la prima querela, per cui il giudice Testoni, il pm Antinori e i legali (Brunetti parte civile) e (Cicconi difesa) si confronteranno alla prossima udienza, il 17 marzo, poi la sentenza.

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