La Cento futura, secondo il Censis
La sfida sarà quella di attirare imprenditori intenzionati ad investire
CENTO. Sistema produttivo e commercio, infrastrutture e vie telematiche, disoccupazione, sanità e lavoro, turismo, associazionismo e qualificazione del territorio. Dal 1º progress della ricerca Censis “Il Futuro di Cento: scenari e prospettive”, emergono luci ed ombre della Cento di oggi, ma sempre con l'obiettivo di ridisegnare il futuro del comparto centese. A confrontarsi martedì sera all'Hotel Europa, con i ricercatori Censis Marco Baldi e Daniele Fichera, sugli spunti offerti da questa prima parte dello studio, Stefano Borghi e Gianni Fava per l'Associazione Imprenditori Centesi per la Cultura e l'intero Lions Club di Cento, con il presidente Raffaele Bonzagni e il past Diego Contri. Riferito ai soci l'esito degli incontri svolti in giornata con rappresentanti delle associazioni di categoria, istituti bancari del territorio, sindaco Piero Lodi, che nell'occasione ha parlato dello studio parallelo del Comune per riqualificare Cento al 2030, e infine con la stessa Associazione che raggruppa 27 imprenditori del Centese. E tutto per delineare proposte, prospettive e strategie per restituire a Cento, dopo crisi e sisma, l'entusiasmo e il coraggio per investire. «Dopo 28 anni dalla prima ricerca - ha spiegato Baldi - al Censis viene chiesto di ripensare questo territorio. Un percorso di ricerca/intervento avviato circa un mese fa, con l'analisi statistica dei dati e dei sistemi locali del lavoro, e che proseguirà col coinvolgimento della comunità locale in focus group, incontri e colloqui». Sotto la lente d'ingrandimento, un sistema locale che coinvolge 80mila abitanti e 7 Comuni: Cento, Mirabello, Sant'Agostino,Pieve di Cento, Castello d'Argile, Crevalcore e Sant'Agata Bolognese. In una domanda, la sfida che attraverso la ricerca Censis, Associazione Imprenditori e Lions Cento puntano a vincere: Ma Cento avrà la capacità di rimanere un sistema autonomo e un polo di attrazione? O verrà attratto dall'area metropolitana di Bologna? Fondamentale, per Fichera sarà «capire quali potranno essere nel 2030 le caratteristiche del territorio e come si dovranno gestire le relazioni con ciò che lo circonda. Cento, 28 anni fa, era legato al sistema manifatturiero, culla di un modo di far sviluppo che creava ricchezza e dinamismo. Ma in che misura oggi, partendo dal quel modello che ha tenuto nel tempo, è possibile cercare una nuova stagione per Cento?».
Beatrice Barberini
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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