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Primi ‘diretti’ sul ring di Ballarò

Fabbri ospite in studio spara sul fisco: imprenditori-eroi se evadono per resistere

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Si scontra con Susanna Camusso, Simona Bonafè e con la neo-direttrice delle Agenzie delle entrate, Rossella Orlandi. La "prima" assoluta di Alan Fabbri a Ballarò, martedì sera, è stata animata, con il sindaco di Bondeno “caricato” dall’introduzione del condutore Massimo Giannini, «Fabbri uno dei pochi che può dire di avere vinto davvero». Non ci sta Bonafé (Pd), che attacca indirettamente il sindaco di Bondeno: «In Emilia il governatore si chiama Bonaccini, non Alan Fabbri». Il sindaco replica senza timori reverenziali: «La Lega è l'unico movimento che ha aumentato i consensi in termini assoluti e percentuali. Bonaccini governa con il 19% dei voti degli aventi diritto. Quello di domenica scorsa è stato uno schiaffo al Pd e al governo, sui temi della sanità e dell'immigrazione. Temi che siamo andati a spiegare fra la gente, nei mercati». La serata scivola anche sul tema del fisco, con Fabbri che se la prende anche con Camusso: «Ad un'azienda che non arriva alla fine del mese, non si può chiedere di pagare il 60% di tasse. Gli imprenditori che per restare a galla evadono il fisco, con questa pressione fiscale, sono degli eroi». «Se tutti pagassero le tasse - replica la leader Cgil - si pagherebbe meno». Rifiuta lo scambio lo scrittore Stefano Liviadotti, che sbotta verso Fabbri un classico «si vergogni». Il sindaco di Bondeno prova ad essere incisivo anche con Orlandi mentre illustra i nuovi progetti sulla tracciabilità, che dovrebbero mandare in soffitta gli scontrini. «Le pare giusto inviare le cartelle esattoriali agli emiliani terremotati e alluvionati - chiede Fabbri -, a quei cittadini che producono il 2% del Pil nazionale? Forse per questo il ministro non si presenta a Finale Emilia, Mirandola, Cento o Bondeno». L'ultima stoccata è al ministro alla salute, Lorenzin, per il giro di vite che il governo fa sui trasferimenti alle Regioni, che si traduce in maggiori addizionali Irpef e tagli ai servizi. «Il Veneto, a proposito di organizzazione, non aumenta le addizionali e tiene le specialistiche aperti fino alle 22».

Gli spazi maggiori se li aggiudicano gli altri, più esperti ospiti, ma l’esordio di Fabbri è stato senza timori.

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