La Nuova Ferrara

Ferrara

Pdci verso la rottura/2

«Siamo già su rotte divergenti»

Il vertice ferrarese messo sotto accusa ora va al contrattacco

2 MINUTI DI LETTURA





«Apprendiamo dai giornali che siamo finalmente arrivati alla presunta sostituzione di Roberto Soffritti da tesoriere del Pdci. Diciamo presunta perché le complicazioni giuridiche che implica e le modalità non sono opportunamente chiarite. In ogni caso tale decisione giunge assai in ritardo se consideriamo che Soffritti aveva presentato le dimissioni già a febbraio 2014, senza che nessuno provvedesse alla sua sostituzione». Questa la reazione della Federazione provinciale del Pdci alla notizia ieri pubblicata dalla Nuova. «Ben venga questa assai intempestiva disposizione del Partito che, da parte dell'ex tesoriere, sarà accompagnata da un accurato esame da parte dei suoi legali delle residue competenze».

Per quanto riguarda il deferimento alla commissione di garanza, il gruppo dirigente del Pdci non appare turbato per essere stato messo sotto accusa dopo il dichiarato appoggio a Ferrari candidato con Sel: «Tutto il resto ha un valore assai marginale, dato che la scelta condotta per la campagna elettorale, scelta ponderata e consapevole, era ovvio avrebbe portato con sé delle conseguenze. Di proposito si è decisa una strada diversa da quella indicata dal Partito, perché convinti che l'ortodossia adottata non porti a nulla di significativo, a maggior ragione oggi». Dal segretario provinciale Italo Cariani a Soffritti, sembra proprio che la partita con il Pdci venga considerata chiusa: «Le commissioni che dovranno arrivare di cui l'articolo parla, ci troveranno già su rotte diverse e divergenti». Unico rammarico è averlo saputo dal giornale: «Avremmo preferito che le informazioni ci arrivassero in altro modo, visti i rapporti di stima ed amicizia».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google