Terminati i lavori Oggi riapre il ponte sul Reno
SANTA MARIA CODIFIUME. «Oggi (giovedì 27 novembre), in accordo con la Provincia di Bologna, riapriamo il ponte sul Reno a Santa Maria Codifiume». L'annuncio è dell'architetto Ferdinando Petri,...
SANTA MARIA CODIFIUME. «Oggi (giovedì 27 novembre), in accordo con la Provincia di Bologna, riapriamo il ponte sul Reno a Santa Maria Codifiume». L'annuncio è dell'architetto Ferdinando Petri, responsabile del servizio tecnico di bacino del fiume Reno in Regione. Un annuncio che farà contente le comunità di qua e di la del ponte, coloro cioè che a causa della chiusura sono stati costretti a percorrere più chilometri, ma soprattutto saranno felici le attività produttive che ne hanno risentito. «Avevamo previsto un mese - aggiunge Petri - ma abbiamo fatto il possibile per arrecare il meno possibile dei disagi. Sotto il profilo tecnico - precisa - e tenendo in considerazione la stagione, abbiamo completato la scogliera e ora ci rimangono alcune rifiniture che non richiedono la chiusura del ponte. Crediamo di aver rispettato i tempi proprio per venire incontro alla gente». Come si ricorderà, il 10 novembre la Provincia di Bologna aveva chiuso il ponte sul Reno a Codifiume in quanto erano state riscontrate delle lesioni nella sponda destra in corrispondenza del ponte sia a monte che a valle. Cedimenti e crepe che avrebbero potuto interessare l'argine e quindi creare i presupposti per un danno gravissimo. Di qui la decisione di intervenire con la formula della somma urgenza. Dopo un vertice tenuto sul ponte chiuso, presenti tecnici e amministratori, con la Provincia di Bologna che tra l'altro assicurava la rimozione dei tronchi tra le pile del ponte, il tempo di chiusura annunciato era di un mese. «Hanno fatto un intervento straordinario - ha detto Luciano Baraldi, presidente del Cdp di Codifiume, l'uomo che tutti i giorni è a contatto con la gente -. Non nascondo che le lamentele ci sono state soprattutto da parte di alcune attività produttive che hanno visto ridotti anche del 30% gli incassi, ma del resto non si poteva fare diversamente».
Giorgio Carnaroli
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