Un grande terzetto per Horovitz che debutta alla regia a 75 anni
“My Old Lady” con Kevin Kline, Maggie Smith, Kristin Scott Thomas
Dopo tante sceneggiature di successo, a 75 anni Israel Horovitz debutta alla regia. Un esordio comunque con il paracadute visto che propone sul grande schermo una commedia dai toni anche drammatici, portata in scena prima al Promenade Theater di New York nel 2002 e poi in giro per il mondo. E’ una delle tanti storie che hanno come denominatore comune un americano a Parigi, di cui la letteratura cinematografica è ormai zeppa. “My Old Lady” diventa così un cocktail ben calibrato da bere a piccoli sorsi. Ci sono infatti gli ingredienti dell’american comedy, mescolati con una spruzzata di melò francese, guarnito con un’interpretazione dal sapore inglese e i più fortunati possono trovare anche scorze di neorealismo italiano. Tutto nasce da un vincolo ipotecario francese che si chiama viager che impedisce ad uno squattrinato americano di vendere un appartamento a Parigi che ha ereditato dal padre. Sull’immobile infatti grava la clausola che la cessione può essere fatta solo alla morte dall’anziana residente, che vive nell’appartamento insieme alla figlia iperprotettiva. Il finale è scontato fin dalle prime battute, ma in mezzo ci sono tanti colpi di scena e situazioni che si incrociano da render il film di buona fattura. Il merito è dalla ottime interpretazioni di tre attori semplicemente straordinari. L’erede nel film è un Kevin Kline di grande esperienza che dopo “French kiss” ritorna a fare un bizzarro americano nella terra dello champagne. La “Old Lady” è una Maggie Smith più invecchiata del solito per esigenze di copione, è efficace nel ruolo della novantenne. Infine c’è la figlia, che bisticcerà non poco con l’intruso americano, interpretata dalla più “francese” tra le attrici britanniche, Kristin Scott Thomas. Il tutto tra avvocati e agenti immobiliari, alla faccia della crisi del mattone.
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