«Così a Ferrara e in Emilia si droga il mercato elettorale»
La politica estende le sue mani nelle aziende pubbliche affidando incarichi che rispondono solo alle convenienze dei partiti? Sarà pure un sistema diffuso in tutta Italia, «ma qui governa il Pd e è...
La politica estende le sue mani nelle aziende pubbliche affidando incarichi che rispondono solo alle convenienze dei partiti? Sarà pure un sistema diffuso in tutta Italia, «ma qui governa il Pd e è il Pd a tirare le fila - attacca il neo-consigliere regionale leghista Alan Fabbri -Quello che sta avvenendo nelle aziende pubbliche in questi mesi porta la firma di questo partito che crea enti inutili come l’Istituzione Castello che poi è stata abolita. Così si soccorrono gli ex amministratori in tutta l’Emilia Romagna».
«Se nel Veneto o in Lombardia è diverso? - risponde Fabbri - Non lo so, io vivo qui e parlo di ciò che conosco. Provincia, Comuni, enti, aziende. Non credo proprio che sia stato un caso se l’assenteismo ha raggiunto certi livelli e se a Ferrara siamo arrivati a 2.5 punti percentuali dal candidato Pd». La ricetta anti-clientelismo è basata sulla «meritocrazia e sulla competenza, altrimenti le aziende pubbliche si trasformano in parcheggi per persone uscite o espulse dalla politica». Vittorio Anselmi, capogruppo di Forza Italia in Comune, ricorda le «tante critiche che per anni abbiamo rivolto a questo sistema, ma siamo rimasti inascoltati». Così «il mercato elettorale viene drogato e lo è da decenni. Da quando governava il vecchio Pci, nonostante la rivendicazione dell’etica e della diversità - è il commento del consigliere comunale - Come si può uscirne? Il sistema pubblico si deve ritirare il più possibile. A fine mese bisognerà fare una scelta importante sul mantenimento del controllo dei Comuni (51%) su Hera. Potrebbe essere l’occasione per una svolta».
