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L’arcivescovo Negri dalla parte dell’ospedale

L’arcivescovo Negri dalla parte dell’ospedale

Toccante cerimonia al San Camillo di Comacchio, ricordati i “moti” del 2000 La Consulta popolare adesso punta a chiedere una commissione d’inchiesta

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COMACCHIO. Assume un forte significato simbolico la vibrante preghiera pronunciata ieri pomeriggio dall’arcivescovo Luigi Negri. Nell’affollatissimo atrio dell’ospedale San Camillo, al termine della preghiera il vescovo ha aggiunto: «Come Dio ha toccato il cuore del faraone, confidiamo che tocchi anche il cuore di questi nuovi faraoni».

Monsignor Negri è stato accolto da un’ovazione quando ha varcato la soglia del nosocomio comacchiese, dove ieri alle 18 lo attendevano in tanti, tra sostenitori della Consulta Popolare per il San Camillo e cittadini comuni. Dopo aver impartito la benedizione a tutti, l’arcivescovo, ricordando la figura di Lazzaro e della malattia «come ambito in cui si manifesta la gloria del Signore», ha sottolineato come «nella nostra storia ci sono moti popolari che non si dovevano fare, perché hanno lasciato una scia di dolore e di sangue, ma ci sono moti popolari che vanno fatti e devono essere proclamati come questi». Numerosi i passaggi nei quali l’arcivescovo ha ribadito con forza vicinanza e solidarietà alle azioni della Consulta Popolare per il San Camillo, che proprio ieri sera ha rievocato i fatti avvenuti il 27 novembre 2000, «quando impedimmo con la nostra resistenza passiva la chiusura dell’ospedale», ha commentato Giovanni Gelli, uno dei suoi esponenti di spicco. Gelli ha poi evocato i momenti salienti dei moti popolari sfociati in una trattativa con le istituzioni e in un accordo regionale «successivamente disatteso».

«L’ospedale è uno dei luoghi che amo di più – ha aggiunto l’arcivescovo -, luogo del conforto reciproco, della carità cristiana, nel quale tutti gli uomini possono essere accolti». Dopo l’invocazione a Maria, protettrice della comunità, l’arcivescovo ha esteso la richiesta di intercessione su tutta la Chiesa «in questo momento di grandi possibilità, ma anche di grandi debolezze», tornando sul nodo dell’ospedale San Camillo, aggiungendo che «sono certo che quello che può sembrare impossibile, possa avere spiragli e dobbiamo essere tutti solidali». Accompagnato da monsignor Paolo Cavallari, l’arcivescovo, prima di salutare i fedeli ha formulato gli auguri di Buon Natale rivolgendo un pensiero speciale agli ammalati, agli anziani e ai bambini. In rappresentanza del Comune ha partecipato il presidente del consiglio comunale Robert Bellotti, mentre tra i banchi erano presenti il consigliere comunale Antonio Di Munno (capogruppo FI/Il Faro) e Pier Paolo Carli (Forza Italia). Per la Consulta, Giovanni Gelli ha ricordato che le 8.500 firme raccolte saranno consegnate alla assemblea legislativa regionale: «Chiediamo l’istituzione di una commissione d’inchiesta e la sperimentazione della gestione pubblico/privata del nostro ospedale, ma l’attività ospedaliera deve continuare». Robert Bellotti ha assicurato l’impegno del Comune su tutti i tavoli istituzionali.

Katia Romagnoli