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L'astronauta Cristoforetti: ecografia in orbita guidata da terra dal ricercatore Paolo Zamboni

Paolo Zamboni e l'astronauta Samantha Cristoforetti
Paolo Zamboni e l'astronauta Samantha Cristoforetti

La cosmonauta italiana ha descritto l'esperimento supervisionato dai ricercatori ferraresi di Unife

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"Per quanto riguarda la scienza, ho eseguito una sessione di ecografia per l’esperimento Drain Brain (ideato dai ricercatori ferraresi di Unife, ndr) dell’Agenzia Spaziale Italiana".Dalla Stazione spaziale internazionale l'astronauta italiana Samantha Cristoforetti si tiene in contatto con la Terra. E spiega: "L’attrezzatura specifica di questo esperimento (realizzato nel modulo in orbita la scorsa settimana, ndr) è andata perduta nell’incidente di Orbital ma un’attrezzatura di ricambio (il pletismografo ideato e costruito a Ferrara da un team di ricercatori di Unife, ndr) sarà presto in viaggio con la missione cargo SpX-5".

"Nel frattempo, abbiamo potuto iniziare il lavoro scientifico con l’equipaggiamento standard per le ecografie della Stazione Spaziale. Naturalmente - sottolinea Cristoforetti -  non sono in grado di fare un’ecografia da sola: è stato preparato un canale audio privato con il Principal Investigator, cioè il responsabile scientifico a terra (il ricercatore ferrarese Paolo Zamboni, ndr), che ha fornito una guida a distanza basata sui dati in tempo reale dall’ecografo. Ha potuto anche vedere le riprese video in diretta di me che eseguivo l’operazione. Le cose sono andate piuttosto lisce, grazie specialmente al fatto che nella mattinata avevo assistito Butch (un collega astronauta, ndr)  nel fare la sua ecografia (una più complessa, che ha richiesto due persone) per l’esperimento Cardio-Ox. Butch mi ha fatto conoscere un ottimo trucco dell’ecografia spaziale: non c’è bisogno di usare del gel appiccicoso sulla sonda dell’ecografo, potete usare semplicemente dell’acqua!".

E Paolo Zamboni, che ha collaborato con l'astronauta italiana per la buona riuscita del primo esperimento della sessione spiega: "Si tratta della parte EcoDoppler da noi teleguidata da Terra su Samantha che esegue su se stessa la procedura diagnostica. La tasca d'acqua migliora la risoluzione dell'ecografia,in microgravità è facile realizzarla". Zamboni, assieme ai colleghi del team, sta attendendo che il pletismografo realizzato a Ferrara venga inviato nella stazione spaziale per poter realizzare la parte più innovativa di Drain Brain, cioè la misurazione e monitoraggio del flusso venoso  in assenza di gravità. Il lancio della strumentazione è previsto per la metà di ottobre.