Vaccinazioni e polemiche. «Prudenza prima di tutto»
Bruno Di Lascio, presidente Ordine e medico di base, ribadisce la sua posizione. «Ai pazienti non somministrerò nulla, era meglio sospendere per sette giorni»
«Credo che la prudenza sia elemento fondamentale quando parliamo di salute»: Bruno di Lascio, presidente Ordine medici di Ferrara e lui stesso medico curante di famiglia, armato di prudenza e concretezza, ha reso pubblica la propria posizione in merito al problema delle vaccinazioni che sta scuotendo la sanità italiana e ferrarese. «Io - aveva scritto in una nota stampa rimbalzata in tutta Italia - da lunedì non somministrerò più vaccini finchè la situazione non sarà chiara». E ieri ribadiva che «come medico di famiglia ho adottato questa decisione perché mi assumo la responsabilità dei miei pazienti: non dico loro di non vaccinarsi chi lo vuole fare, lo faccia, ma all’Igiene pubblica, io non li vaccino e come me tanti altri colleghi».
In diversi studi medici, spiega Di Lascio, sono comparsi cartelli che riportavano la sua stessa indicazione: «Non si fanno vaccini per tutelare il medico e il paziente». Inutile negare la situazione disorientata e disorientante, poichè a livello nazionale non vi sono indicazioni, precise, e le Regioni sono lasciate a se stesse a decidere per conto proprio, e su questo Di Lascio si sofferma: «Nel Lazio il presidente Regione, Zingaretti ha detto ai medici per prudenza di sospendere le vaccinazioni: allora, in un’altra regione che non la fa, mi chiedo, sono tutti imprudenti? Non credo sia uno sprovveduto Zingaretti, credo che la prudenza sia necessaria in questo momento».
[[atex:gelocal:la-nuova-ferrara:ferrara:cronaca:1.10412161:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.lanuovaferrara.it/ferrara/cronaca/2014/11/30/news/ministero-muto-non-inietto-il-vaccino-1.10412161]]
Ma, ormai, il caos regna sovrano e intanto nella nostra regione si conta un secondo decesso, dopo quello di Parma. Di Lascio non si presta a nessun allarmismo e soprattutto a interpretazioni, dice «false» delle sue parole (scritte, e travisate da altri ): «Ripeto ciò che ho già detto: io con la coscienza dell’uomo e poi la professionalità del medico ho preso questa decisione: valutazioni personali e non ho, e come presidente Ordine medici non potrei farlo, imposto questa mia decisione ad altri medici, colleghi su cosa e come fare nella loro attività». Colleghi che hanno avuto gli stessi dubbi di Di Lascio, che spiega: «Ho chiesto a miei colleghi che hanno criticato la mia decisione, nel caso dovessero somministrare vaccini non a loro pazienti ma ad un familiare, stretto, se l’avrebbero fatto lo stesso e mi hanno risposto di no».
La posizione personale di Di Lascio è in realtà una critica diretta alle non decisioni centrali, da parte di Ministero e Regioni: «Occorrerebbe più senso di responsabilità, visto che alti sanitari a Roma hanno indicato che in una settimana si sarebbe potuto avere più chiarezza, non si sarebbero potute sospendere le vaccinazioni per questi pochi giorni?» Gli interrogativi restano in questo caos nazionale innescato dai decessi del dopo vaccinazioni (occorre però capire se vi sia un nesso), mentre ricordiamo che vi sono indicazioni solo su alcuni farmaci sospetti (tra questi il Fluad di Novartis bloccato da Aifa) e non su tutti.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
