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«I 40 autisti non si spostano»

«I 40 autisti non si spostano»

Sindacati uniti contro la proposta di Tper inserita nel piano di esternalizzazione del bacino di Ferrara

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Tper riesce nell’impresa di ricompattare tutti i sindacati dei trasporti ferraresi, furiosi con l’azienda non solo per l’esternalizzazione di un milione di chilometri ad aziende private nel bacino ferrarese, ma anche per il trasferimento di 40 autisti da Ferrara a Bologna.

In un duro comunicato Filt-Cgil, Faisa-Cisal, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl, Usb fanno il punto della situazione dopo la convocazione tra le parti.

«Tper - scrivono i sindacati - conferma che l’esternalizzazione consentirà un risparmio di risorse tali da contenere i costi fino al pareggio di bilancio del bacino di Ferrara. Tale economia permetterà la sottoscrizione di un accordo con l’agenzia per la mobilità per ottenere la proroga della validità della gara nel bacino ferrarese fino al 2019, anno in cui scadrà la gara per il bacino di Bologna. Tper ha dichiarato che non sottoscriverà tale accordo se prima non sarà normato il trasferimento di 40 autisti da Ferrara a Bologna con un verbale siglato anche dai sindacati». Unitariamente però tutti i sindacati della provincia di Ferrara e Bologna rigettano questo “aut aut”. «Questo - dicono i sindacati - non fa altro che scaricare sulle spalle degli utenti e dei lavoratori la mancanza di investimenti e i tagli al servizio che sopportiamo dal 2009».

La discussione e il confronto tra sindacati e Tper si sono fermati ben prima del “chi e come sarà trasferito”, nella consapevolezza delle organizzazioni sindacali che la legge di stabilità imporrà un’austerità ben più onerosa su tutto il territorio nazionale e regionale. I sindacati contestano le decisioni che calano dall’alto e che non sono discusse e vagliate dalle parti sociali e hanno fatto capire che non faranno da sponda ad un’ulteriore erosione di welfare dei cittadini e di diritti dei lavoratori. I sindacati chiedono anche di essere ascoltati dagli amministratori e dagli enti locali ferraresi che pretendono una contrazioni dei costi a parità di servizio e senza fare investimenti concreti in un settore strategico il territorio.

«I sindacati - concludono - non vogliono che il problema di 40 lavoratori di Ferrara crei disagi nel territorio di Bologna, considerato da sempre più ricco ma che già da diversi anni mostra segni di cedimento».