La Nuova Ferrara

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«Materne allo Stato». «Già fatto, grazie»

«Materne allo Stato». «Già fatto, grazie»

La scuola d’infanzia (mozione 5 stelle ) accende il dibattito in consiglio comunale. Tagliani: studiate

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Il destino delle scuole d’infanzia ha tenuto banco ieri in Consiglio comunale, grazie a una mozione dei 5 stelle che aveva l’obiettivo di «addivenire quanto prima all’avvio del processo di statalizzazione» delle strutture frequentate dai bimbi fra i tre e i sei anni. Obiettivi dichiarati erano quelli di passare allo Stato un compito che gli competerebbe (la scuola d’infanzia appunto) liberando così risorse comunali. La consigliera Cristina Corazzari (Pd) ha ricordato ai colleghi che «questo processo è già in corso, ma va attuato in certi tempi e certi modi», mentre l’assessore Annalisa Felletti ha precisato che statalizzare significa «prima chiudere le scuole comunali per permettere l’apertura di un servizio statale, cosa che non è detto avvenga contestualmente». Il tema ha fornito uno spunto a Francesco Rendine (Gol) e Matteo Fornasini (Fi) per intervenire sulle esternalizzazioni a cui da qualche tempo è tornata a pensare le giunta. «Se i servizi sono eccellenti, perché volete appaltarli?» ha chiesto il primo, mentre il secondo ha parlato di «schizofrenia dell’amministrazione». Felletti ha replicato ricordando che appaltare il servizio in alcune scuole «consentirà di mantenere un servizio di qualità, altrimenti il rischio sarebbe una chiusura», ma lo stesso sindaco Tagliani ha voluto replicare alle opposizioni, non rinunciando a bacchettarle. «Non accetto che si parli di un nostro ritardo su questo tema: abbiamo cominciato a statalizzare le scuole d’infanzia dieci anni fa, ed è già successo alla Guido Rossa, alla Bianca Merletti, a Fossanova, a San Martino e alla Cosmè Tura. Qui si interviene senza leggere e senza studiare». La mozione dei 5 Stelle è stata dunque respinta, avendo ottenuto solo 5 sì, contro 23 no (e 4 astensioni). Stessa sorte ha subito una mozione con cui Gol ha richiamato la polemica di un paio di mesi fa fra Tagliani (che twittò «Tu spara sui gommoni, noi lavoriamo») e il segretario leghista Matteo Salvini. Il testo di Rendine, oltre a censurare la dichiarazione del primo cittadino («Salvini non ha mai sparato sui gommoni, detta accusa rappresenta una prevaricazione di linguaggio e, qualora fosse un invito, un’istigazione a delinquere») impegnava il Comune a non accogliere più extracomunitari, almeno fino al termine del rischio Ebola. A votare a favore, oltre al suo firmatario, è stato solo il capogruppo leghista Cavicchi. (g.r.)