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Politici e manager ecco la mappa dei cda

di Stefano Ciervoe Marcello Pradarelli
Politici e manager ecco la mappa dei cda

Gli incarichi nelle società pubbliche ferraresi e nelle aziende partecipate Rispetto al recente passato sono diminuiti i posti e a volte anche i compensi

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I posti a disposizione della politica per la sistemare o premiare o valorizzare il collega di partito, l’ex amministratore, l’amico fidato, il tecnico, l’esperto del settore sono sempre meno. E spesso sono anche meno pagati di un tempo. Un tempo non lontano. Sotto la doppia spinta di un’opinione pubblica sempre più vigile e furente, e della necessità degli enti pubblici di risparmiare per far quadrare i conti, nel giro di 6-7 anni società più o meno utili sono sparite dalla circolazione, sono stati eliminati o ridotti all’osso interi consigli di amministrazione, le indennità di carica sono state contratte, in qualche caso azzerate per legge o per scelta, si sono attuate fusioni: basti ricordare le semplificazioni attuate nei Cda dalla giunta Tagliani, già nel primo mandato.

Rami e rametti da tagliare chissà quanti ce ne saranno ancora, ma una sfrondata c’è stata. Anche perché oggi chiedere il voto dei cittadini senza la promessa di tagliare le spese o senza il conto delle spese già tagliate diventa un esercizio quasi inutile di propaganda.

La rarefazione dei posti ha come conseguenza una più forte concorrenza poichè già oggi, al di là dei meriti e dei favori, non c’è posto per tutti gli ex sindaci, ex sindacalisti, ex importanti assessori, manager e professori di università.

Il grande albero societario del Comune di Ferrara è stato potato con energia. Non c’è più l’ombra di un cda. Di fatto l’unica vera azienda comunale è la holding Ferrara Servizi che ha come amministratore il docente universitario Francesco Badia (35 mila euro lordi l’anno) e come direttore generale l’ex presidente Paolo Paramucchi (80 mila euro), l’incarico dell’ex leader Cisl scadrà il 31 luglio 2015. La Holding controlla e amministra Amsefc (gestione cimiteri), Acosea Impianti, Ferrara Tua e Ferrara Immobiliare, tutte prive di vertici politico-amministrativi. Hanno conservato autonomia l’Afm (Farmacie comunali), il cui amministratore unico è Massimo Buriani (Pd), che gode di un compenso di 40 mila euro, e Amsef (onoranze funebri), che è retta da Paolo Panizza (Pd) per 45 milla euro.

Ma il Comune di Ferrara (con la Provincia, ora di fatto esautorata politicamente, o con altri enti) ha voce in capitolo in altre società partecipate. Per esempio nell’Agenzia per lo Sviluppo Sipro, dove da pochi mesi è presidente Caterina Brancaleoni (34 mila euro) e vice presidente l’ex sindaco di Ro Filippo Parisini (22mila); nel cda di Sipro figura anche il sindaco di Ostellato Andrea Marchi, che però non prende un euro, lo ha stabilito una legge di pochi anni fa. Dalle fila della Cgil viene la direttrice di Sipro Elisabetta Scavo (80mila euro), qui dai tempi di Sateriale della quale è stata capo di gabinetto.

A proposito di sindaci in carica e cariche varie, merita una citazione Nicola Rossi: «Sono vice presidente del Consorzio di Bonifica a zero euro, presidente dell’ Unione comunale a zero euro, ora anche vice presidente della Provincia a zero euro. Per fare il sindaco di Copparo percepisco 2.400 euro al mese».

Parisini - vedi la Nuova del 30 novembre - è appena diventato presidente di Ferrara Fiere; nel nuovo cda indicato dall’assemblea dei soci (Bologna Fiere che controlla Ferrara Fiere con il 51%, Holding Ferrara Servizi, Provincia, Carife, Camera di commercio) non ancora ufficializzato, sono stati riconfermati Giuseppe Vancini (Confartigianato Ferrara), il bolognese Alessandro Savoia e Nicola Zanardi, che era presidente e sarà consigliere delegato; sia Zanardi che Parisini riceverano compensi non superiori a 25 mila euro; i nuovi ingressi nel cda sono le “bolognesi” Giada Grandi (vice presidente) e Roberta Saltari e la ferrarese Donatella Zuffoli, designata dalla Camera di commercio.

All’Ami (Agenzia per la mobilità)i cui soci sono Provincia e Comune di Ferrara, da qualche anno il cda è stato azzerato, è rimasto in sella come amministratore unico l’ex dirigente della Cgil Giuseppe Ruzziconi (55mila euro), il cui mandato scade nell’aprile 2016.

All’Acer ha trovato casa l’ex sindaco di Vigarano Mainarda Daniele Palombo (55 mila euro), che resterà in carica fino alla primavera 2017; lo affiancano nel cda il vice presidente Piero Fabiani (30mila) e la consigliera Elisa Corridoni (24mila), esponente di Rifondazione comunista.

Per quanto riguarda Area, la società ambientale del Medio e Basso Ferrarese, l’ex sindaco portuense, e ricercatore economico, Gian Paolo Barbieri, nominato il 25 luglio scorso, ha un compenso lordo annuo onnicomprensivo di 24.958,80 euro, in quote mensili di 2.079,90 euro. Gli altri due consiglieri Martina Pacella e Lucia Tumiati, rispettivamente commercialista ed ex consigliere di maggioranza di Codigoro, e avvocato proveniente da una “dinastia” socialista di Copparo, percepiscono 21.394,80 euro annui. Barbieri è anche nel cda di Consorzio Futuro in Ricerca, già noto come Consorzio Ferrara Ricerche; ma è una carica non retribuita. Ne lui nè gli altri consiglieri Francesco Berardi, Riccardo Maiarelli, Paolo Pastorello. Stefano Raddi, Caterina Brancaleoni, e nemmeno il presidente Giovanni Fiorentini percepiscono indennità.

Restando in tema di multiutility, ecco Cmv Servizi, che organizza tutto l’Alto Ferrarese: la presidente è la commercialista vigaranese Ivana Montanari, che percepisce 26.477 euro, i consiglieri sono Mario Forni e Alberto Guerzoni (ex assessore a Poggio Renatico) con 21.822 euro d’indennità. Davide Gilli, noto manager centese di area centrosinistra, è amministratore unico della controllata Cmv Energia, con 25.459 euro annui d’indennità, mentre ai vertici di A tutta Rete srl c’è l’ingegner Sandro Tirini, ricercatore Enea e capolista socialista alle ultime elezioni: nell’estate 2013 il suo compenso è stato ritoccato di 1.300 euro perché si è scoperto che andava parametrato non al 60 ma al 70% dello stipendio del sindaco di Cento, il tutto con effetto retroattivo dal 21/11/2012. L’indennità di Tirini risulta ora di 25.518,72 euro. L’ex amministratore Daniele Vecchiatini, alle spalle una lunga carriera nel pubblico partita da sindaco di Massa Fiscaglia, lavora come consulente della stessa Cmv Energia.

Per quanto riguarda l’argentana Soelia, i freschi vertici sono formati dal presidente Pietro Buzzi, manager pubblico (compenso di 25.458,75 euro), dal vicepresidente e amministratore delegato Mario Baldassarri, dirigente della Coop Il Progresso (21.780 euro), e dal consigliere Mara Torreggiani (12.960 euro), commercialista e revisore contabile.

L’acquedotto del Basso Ferrarese Cadf, invece, è guidato dall’architetto Cristiano Bertelli, che percepisce 24.958,80 euro più 1/12 quale indennità di fine mandato, oltre ai rimborsi spese per viaggi e missioni; i consiglieri sono l’architetto Antonio Cardi (21.393 euro) e Maira Passarella (idem), già collaboratrice del Parco del Delta del Po. Nella controllata Deltaweb, che si occupa di reti di telecomunicazione, c’è come amministratore unico Maurizio Barbirati, ex sindaco di Tresigallo, con il “solito” compenso presidenziale da 24,958,80 euro più 1/12di indennità di fine mandato (fino ad approvazione del consuntivo 2015).

Tra le pochissime società comunali sopravvissute, da citare la holding Patrimonio Copparo, guidato a partire dal giugno scorso dall’ex assessore Cristiano Bulgarelli per 24.962,90 euro annui, ai quali bisogna aggiungere 6.480 euro come compenso da presidente della Gecim srl, gestione cimiteriali.

Oltre l’ambito strettamente provinciale troviamo Tper (Trasporto passeggeri Emilia Romagna); la quota ferrarese di Comune e Provincia di Ferrara è al di sotto del 2% e per il momento resiste nel cda Maurizio Buriani, già capogruppo dei Ds in consiglio comunale; il suo compenso è di 25 mila euro.

Anche nel cda dell’Ervet, spa regionale con un’irrisoria partecipazione estense - il Comune di Ferrara detiene l’1% - si trova un ferrarese. Non si tratta però di un politico, ma di un ex dirigente del servizio agricoltura della Provincia, Marco Calmistro, che offre la sua competenza per 4.500 euro lordi all’anno.

Hera spa ha chiuso i battenti a Ferrara; non ci sono più ferraresi nel cda, ora che l’ad Maurizio Chiarini è andato in pensione e che il commercialista Fabio Giuliani è stata tagliato fuori dal nuovo cda ridisegnato dopo la fusione con la friulana Acegas. Come curiosità bisogna segnalare che nel Cda di Hera spa c’è un... ex sindaco, e pure ex presidente della Regione Friuli: si tratta di Riccardo Illy, magnate del caffè. Sulla sua nomina, però, nessuno ha mai avuto nulla da ridire.