La Nuova Ferrara

Ferrara

SARà PRESENTATO A LIDO SCACCHI

Pronto il “parolario” di Magnavacca

Pronto il “parolario” di Magnavacca

LIDO SCACCHI. “Parolario Magnavacànte - Términ, paróli e mùad ad dir ad Magnavàca “, è l'ultima fatica letteraria dell'ex sindaco Alessandro Pierotti, che sarà presentata ufficialmente sabato 6...

2 MINUTI DI LETTURA





LIDO SCACCHI. “Parolario Magnavacànte - Términ, paróli e mùad ad dir ad Magnavàca “, è l'ultima fatica letteraria dell'ex sindaco Alessandro Pierotti, che sarà presentata ufficialmente sabato 6 dicembre alle 17.30 all'Holiday Village Florenz del Lido degli Scacchi.

La copertina del libro ripropone un dipinto dell’amico Giglio Zarattini, del quale proprio sabato si ricorderà il decennale della scomparsa e rappresenta i quattro rioni storici di Magnavacca: “Baàch, Marìna, Giapón e Magnavàca” con i 4 colori, rispettivamente rosso, azzurro, giallo e verde. Il dipinto venne realizzato 1993 in occasione del primo Palio dei Rioni organizzato, dall’associazione culturale “Famia ad Magnavaca”, che lo ricevette in dono. La prefazione del libro è curata da Maurizio Paiola, autore de “Le Casette di Magnavacca”. A distanza di due anni dalla pubblicazione de "Magnavacca, storie di un lungo viaggio", Pierotti torna in libreria con un altro omaggio alle tradizioni culturali locali, occupandosi del dialetto magnavaccante. «Ho pensato che, il lavoro svolto, necessitasse di un altro imprescindibile contributo - spiega Pierotti - ed approfondimento, legato alla parlata di queste genti, al dialetto Magnavacànte. A quanto mi consta un lavoro teso alla raccolta di termini e modi di dire di detto dialetto non è mai stato compiuto». Il lavoro svolto da Pierotti non è una mera traduzione di vocaboli, ma bensì una corposa raccolta (articolata in 700 pagine) di termini, intorno ai quali l'autore indaga, occupandosi della loro origine dialettale, del cosiddetto 'scutnài', il soprannome. «Mi auguro che questo lavoro, - confida Pierotti-, contribuisca a far riscoprire il dialetto in uno sforzo di conservazione, perché all’interno di una parlata, riposano tradizioni, aneddoti, percorsi storici, l’anima e l’essenza di una comunità, la sua storia, il suo vissuto».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google