La Nuova Ferrara

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«Sì, nomine clientelari» «No, sindaci in gamba»

«Sì, nomine clientelari» «No, sindaci in gamba»

Vitellio (Pd), Bova (Fe-Concreta), Peruffo (Fi), Cavicchi (Lega) e Balboni (M5S) I discordi pareri dei consiglieri comunali sulle ultime nomine di vertici societari

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Non la pensano allo stesso modo, i gruppi consiliari, sul tema riaperto dalla Nuova: ex amministratori locali dentro le società partecipate dai Comuni. «I sindaci sono baluardi della democrazia – dice ad esempio Luigi Vitellio, capogruppo Pd –: sono sempre i primi referenti dei cittadini quando questi hanno un problema. Una volta che terminano il loro mandato, se l’hanno svolto con serietà, non capisco perché non possano continuare a servire la comunità: aver fatto il sindaco dovrebbe essere un valore aggiunto, non un disvalore. Erano altri tempi quelli in cui chi faceva politica doveva star lontano dalla società: se invece può dare un contributo, ben venga». Più sfumato Alberto Bova, capogruppo di Ferrara Concreta. «Nei posti dirigenziali devono andare persone che meritano - dichiara - se queste persone hanno anche fatto i sindaci non vedo perché escluderle, ma l’aver ricoperto il ruolo di primo cittadino non deve nemmeno essere un motivo per cui nominarle». Ma nello specifico? «Nello specifico conosco quello di Area – Gian Paolo Barbieri, ndr – che è molto bravo, così come Marchesini. Filippo Parisini invece non lo conosco».

Di tutt’altro parere Paola Peruffo (Fi): «Nomine di questo tipo sono un problema grave: i costi sono esagerati e ci sono personaggi che non avrebbero nemmeno le prerogative, ad esempio per quanto riguarda i titoli di studio, per essere collocate in certe categorie di stipendio. Finché non si tornerà a parlare di meritocrazia, in un paese in cui anche tanti imprenditori privati non assumono in base al merito, l’economia non ripartirà». Duro anche il capogruppo leghista Giovanni Cavicchi. «Il problema c’è, noi l’abbiamo sempre detto. Queste nomine sono un refugium peccatorum, un modo di trovare una sicurezza economica per i trombati, anche se non tutti lo sono. Da altre parti chi finisce un mandato ha finito per davvero, questi del Pd invece continuano a dare posti di responsabilità e una certezza economica. Per noi in certe posizioni dovrebbero andare persone capaci, magari scelte con un concorso». Del tema hanno da tempo fatto un cavallo di battaglia gli M5S. «Sono nomine che fanno parte di una politica clientelare che non permette di inserire persone valide – commenta Federico Balboni –, così si finisce per ritrovarsi con vecchi capi di partito e vecchi sindaci. Ci sono addirittura società create ad hoc per conferire un po’ di incarichi».

Gabriele Rasconi