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Carife, due accordi e una promessa

Carife, due accordi e una promessa

I commissari firmano su integrativo e Sei, convocazione in vista per il leasing

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Settimane di trattative per limare anche le virgole degli accordi scritti, e ieri finalmente le firme. Due accordi in un colpo solo è quanto hanno portato a casa i sindacalisti di Carife al cospetto dei commissari Antonio Blandini e Giovanni Capitanio, ai quali hanno anche strappato l’impegno a comunicare entro Natale qualche notizia, oltre agli auguri, in relazione ai dossier aperti: tra tutti, la vendita di Commercio e Finanza. Prima c’è stato anche un momento di tensione, quando qualche sindacalista ha chiesto conto delle mancate risposte alle sollecitazioni unitarie sulla vicenda Bonora, l’ex vicedirettore che aveva paventato in una lettera ai giornali il rischio di liquidazione coatta per la banca: Blandini non ha gradito, anche perché Dircredito e Cisl avevano chiesto l’intervento dei commissari anche con comunicati stampa, e i toni si sono alzati. Alla fine Capitanio e Blandini hanno parlato di provvedimenti nelle «sedi opportune», ma niente interventi pubblici.

Nel concreto Dircredito, Fabi, Cisl, Cgil e Ugl hanno firmato la proroga del Contratto integrativo aziendale fino al 29 maggio, data di conclusione del mandato degli attuali commissari, e il rientro di Carife Sei a partire dall’1 gennaio. Il primo punto è propedeutico a “coprire” i dipendenti fino all’arrivo del nuovo proprietario della banca, ed sarà completato dal lavoro di una commissione interna che dovrà definire gli inquadramenti di alcune figure utilizzate, in questi mesi post-riorganizzazione, in posizioni diverse da quelle previste inizialmente. Il rientro di Carife Sei all’interno della spa, invece, riguarda 78 dipendenti che andranno a fare sostanzialmente lo stesso lavoro di oggi, ma che potrebbero consentire ai commissari (o a chi verrà al loro posto) di riorganizzare gli uffici centrali in maniera da liberare risorse per la rete. Cinque dipendenti andranno invece a lavorare nella nuova società di gestione del patrimonio immobiliare della banca.

Il tutto, appunto, in attesa che si sblocchi la vendita di Commercio e Finanza, snodo di ogni possibile trattativa per il gruppo bancario. L’accenno fatto ieri dai commissari su una convocazione pre-natalizia o all’inizio dell’anno nuovo ha stemperato il timore, che cominciava a prendere piede tra i sindacalisti, di una tattica dilatoria per lasciare la patata bollente in mano al futuro acquirente della banca. In questa maniera la partita diventerebbe ancor più complessa, mentre la vendita del leasing avrebbe il potere di semplificarla di colpo. (s.c.)

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