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I creditori dicono sì al concordato Tecopress

I creditori dicono sì al concordato Tecopress

Oggi il deposito della relazione del curatore al giudice delegato Giusberti Il tribunale poi dovrà decidere sull’omologa per far ripartire l’azienda

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La telefonata è delle 16.51 di ieri pomeriggio ed Enzo Dondi, titolare della Tecopress di Dosso, non nasconde la soddisfazione: «Da quanto abbiamo appreso, il concordato è passato». La sua azienda, la Tecopress che non si è piegata nemmeno con il terremoto, rischiava di crollare sotto il peso dei debiti accumulati negli anni con le banche che dovevano dire un sì alla richiesta di concordato in continuità aziendale presentata da Tecopress al tribunale. Bene, ieri, dopo l’assemblea dei creditori di 20 giorni fa, in cui la maggioranza presente aveva dato il via libera al concordato, scadeva il termine ultimo per le banche (e creditori)assenti allora ma interessate per dire no. E nessun altro creditore lo ha fatto. Così, nel caso di nessun pronunciamento dei creditori, ora vale il principio del silenzio assenso. Insomma, il futuro di Tecopress ricomincia adesso: «Ora inizia un’altra sfida, la ricostruzione e il consolidamento della nostra azienda», spiegava Dondi con parole misurate. Dal punto di vista tecnico, però non è ancora finito l’iter procedurale: il curatore del concordato, Aristide Pincelli, dopo aver valutato tutti i rilievi dei creditori ha redatto la propria relazione che dovrà depositare questa mattina in tribunale. In questo atto, Pincelli ha evidenziato che la maggioranza di tutti i creditori (suddivisi per classi a seconda della loro importanza economica, tra privilegiati o chirografari) è favorevole al concordato da concedere a Tecopress. Dopo il deposito del relazione di Pincelli, il giudice delegato Stefano Giusberti diventerà il vero arbitro della vicenda: dovrà fissare un’udienza in cui chiamerà i pochi creditori che si sono opposti (sono tre, tra cui una finanziaria di un istituto bancario importante) e valuterà se concedere l’omologa del concordato: con la sua firma, il futuro di Tecopress potrà ripartire. (d.p.)