Petrolio ko, ma la benzina è sempre cara
Anche a Ferrara il crollo del prezzo del greggio non si sta ripercuotendo con altrettanta intesità sui carburanti
Nel 2014 il prezzo del greggio si è ridotto di quasi il 40%, ma l’analogo riflesso sui prezzi del carburante per autotrazione non si è fatto analogamente sentire. C’è stato a dire il vero un decremento di prezzo, come testimoniano i dati della tabella ma non hanno nulla a che vedere con il crollo del prezzo del barile. Questa doppia velocità nei prezzi, questo due pesi e due misure, irrita non poco le associazioni dei consumatori che a più riprese hanno protestato conto le grandi compagnie petrolifere proprio sul costo dei carburanti.
«Quando il prezzo del petrolio cresce - osservano - la benzina quasi istantaneamente subisce degli aumenti considerevoli, come si ricorderà quando nel 2008 sfioro i 150 dollari al barile. Ora invece che il prezzo è sceso fino a 70 dollari al barile, non c’è stata un’analoga riduzione dei prezzi alla pompa».
D’altra parte la benzina non è un prodotto rifugio, per cui quando costa poco non si può acquistare per usarla poi in tempi quando i prezzi sono in aumento. Ad incidere pesantemente sul prezzo della benzina sono comunque le accise e l’Iva al 22%, particolarmente alte in Italia.
«Purtroppo - dice Michele Rosati responsabile della Faib Confesercenti di Ferrara (la federazione dei gestori degli impianti di benzina - sui carburanti per autotrazione gravano tasse per il 65% del costo complessivo a carico del consumatore, senza contare che abbiamo accise fino al 2017. La benzina ha subito un calo in questo periodo, in alcuni posti il gasolio si può trovare anche a 1,40 euro al litro e penso che in prossimità del Natale se continua questa andazzo possa esserci anche un’ulteriore diminuzione del prezzo della benzina, un regalo sotto l’albero. D’altra parte continua il momento no della categoria perché rimane la riduzione dei consumi».