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Sulle poltrone pubbliche risparmiato un euro su tre

Sulle poltrone pubbliche risparmiato un euro su tre

Il dato si ricava dal confronto tra i top-stipendi attuali e quelli di un lustro fa Perché in passato non c’erano reazioni? L’ex Lodi: la politica era più credibile

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La riduzione della spesa per la governance delle società pubbliche c’è effettivamente stata, in questi ultimi anni, ed è in qualche maniera quantificabile. Circa il 30%, a spanne, tenendo conto degli incarichi principali a livello provinciale. É tanto o poco? Dipende dai punti di vista. Certo la presenza di ex sindaci e assessori all’interno dei consigli di amministrazione resta consistente, come ha documentato nei giorni scorsi la Nuova. Aver scattato una fotografia aggiornata, e con il grandangolo, delle partecipate pubbliche, permette ora di effettuare un confronto con la situazione di qualche anno fa, quando ad intervenire dall’alto fu il ministro Brunetta, con la pubblicazione on line dei dati sugli stipendi degli amministratori di società di tutta Italia. Per la nostra provincia l’attenzione si concentrò sui top-stipendi di Area, Delta Reti, Cadf, Delta 2000, Cmv, Sipro e Patrimonio Copparo, con numeri riferiti al 2008-2009. A distanza di un lustro, tenendo conto delle differenze (Delta Reti non esiste più, viene “sostituita” nel conteggio da Deltaweb), il confronto mostra una riduzione del 28,8% del monte stipendi. Il totale delle poltrone pubbliche ferraresi del 2014 restituisce, comunque, la bella cifra di 760mila euro annui di spesa per gli amministratori. Il dato 2010, circa un milione di euro, era condizionato dal maxi-stipendio di Maurizio Chiarini (Hera).

I conteggi voce per voce deve invece averli fatti Paolo Calvano, il segretario Pd, molto attivo in questi giorni nel difendere il profilo delle recenti nomine: ieri ne ha twittato il risultato, «centinaia di migliaia di euro risparmiati a Ferrara» con riferimento, appunto, alle minori spese nelle società.

Resta da capire perché, in passato (non preistorico, eravamo nel 2001), le cronache dell’epoca potevano raccontare di un ex sindaco, Roberto Soffritti, che rinunciava a presentarsi al Senato con una sua lista molto indigesta ai Ds per accettare l’offerta di presiedere la Fer, senza provocare chissà quale indignazione. Mentre oggi scattano reazioni automatiche per ogni poltrona anche di minor peso assegnata ai politici. «Quella vicenda specifica non la conosco direttamente, perché all’epoca non ero più segretario - racconta Bracciano Lodi, che da sindaco di Bondeno andò a ricoprire incarichi in serie - Ricordo però che c’era una considerazione più alta della classe politica, dovuta ai risultati in qualche modo riconosciuti e anche ai comportamenti. Forse il livello d’astensione alle elezioni regionali è una spia del lavoro che la politica oggi deve fare per recuperare quella credibilità».

Stefano Ciervo

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