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Madre e figlia in una casa di 28 metri quadri

Madre e figlia in una casa di 28 metri quadri

L’appartamento assegnato dall’Asp «è in condizioni disastrose, manca l’aria»

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Da febbraio due donne, madre e figlia, vivono in emergenza abitativa. L'Acer ha dato loro un alloggio temporaneo nel complesso edilizio di Darsena city ma il tempo disponibile è terminato, è il momento di trovare un'altra sistemazione. Le donne si sono rivolte all'Asp, che gli ha assegnato un appartamento che, a loro dire e a giudicare dalle fotografie che ci sono state mostrate, versa in condizioni davvero disastrose. «Muffa, serramenti rotti e incuria a parte - spiega la figlia - l'abitazione misura 28 metri quadrati. Come possono due donne adulte, seppur appartenenti allo stesso nucleo familiare, vivere in uno spazio tanto piccolo? Nell'appartamento non ci sta un letto matrimoniale, non ci sta una lavatrice… manca l'aria».

L'immobile consegnato pochi giorni fa alla famiglia, era chiuso da un anno e «quando sono andata all'Asp per esprimere il mio disappunto, la risposta è stata: «Un tetto sulla testa te lo abbiamo dato, per altre questioni rivolgiti all'Acer». Io - prosegue la figlia - sono tornata all'Acer, con tanto di foto, e ho fatto presente la situazione. Loro si sono scusati, hanno detto che non erano al corrente di tali condizioni, e che avrebbero provveduto in tempi brevissimi a rimuovere muffa e altri problemi davvero grossolani».

Entro un paio di settimane le due donne lasceranno Darsena city e si trasferiranno nell'angusto appartamento dove dovrebbero rimanere per 18 mesi.

«È possibile che sia l'unica abitazione disponibile in tutta Ferrara? Sono stata a parlare anche con l'amministrazione, con il Sunia, ma non c'è stato nulla da fare. Mia madre ha 67 anni, non ci può essere nulla di più accogliente? Tra l'altro - conclude - non sappiamo nemmeno se siamo in graduatoria o meno per l'assegnazione della casa, lo scopriremo a gennaio. Non so davvero come faremo». Figlia e madre vennero sfrattate dal loro appartamento per morosità. La figlia che a causa del terremoto aveva perso il lavoro non riusciva più a sostenere le spese e la pensione della madre non era sufficiente a coprirle tutte.

Samuele Govoni

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