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Fabbri non dà lavoro agli immigrati: il governo ce li scarica

Fabbri non dà lavoro agli immigrati: il governo ce li scarica

Il sindaco leghista dice no all'utilizzo degli extracomunitari negli impieghi socialmente utili: altro che volontari, non fanno nulla

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BONDENO. Il sindaco Alan Fabbri dice “no” «all’ennesimo “escamotage” per fare ricadere sui cittadini i costi della sconsiderata operazione Mare nostrum», che ha favorito in Italia un massiccio afflusso di immigrazione clandestina. «Se proprio ci tengono a fare svolgere volontariato a queste persone - spiega Fabbri - per dimostrare che sono impiegate in qualcosa, che i migranti vadano a fare il volontariato in prefettura o al ministero degli Interni». In sostanza, il sindaco (tuttora in carica, nonostante la fresca elezione a consigliere regionale) del Comune di Bondeno ha rinviato al mittente la richiesta che in queste ore è arrivata ai primi cittadini ed alle associazioni onlus, da parte della prefettura. La quale chiede collaborazione degli enti locali nella sottoscrizione di accordi, per lo svolgimento di attività di volontariato dei migranti. In quanto, «l’impossibilità di queste persone di lavorare per i primi sei mesi dal loro arrivo - scrive la prefettura - potrebbe, con la loro forzata inattività, riverberarsi negativamente sul tessuto sociale ospitante».

Tali attività di volontariato dovrebbero essere coperte da forme assicurative non a carico delle autorità interne; perciò, a carico degli enti locali, anche se il documento non lo esplicita chiaramente.

«È una misura tampone, che dal governo centrale punta a fare ricadere sulle realtà locali l’incapacità di gestire il tema dell'immigrazione - attacca Alan Fabbri - La prova di questa tesi, sta nel fatto che solo il 10% delle diverse migliaia di richiedenti asilo ha, nei fatti, i requisiti per questo status, ed ora si chiede ai Comuni di farsi carico dei profughi facendo loro svolgere attività di volontariato, quando sappiamo benissimo che queste persone arrivano per non fare assolutamente nulla. Il volontariato, in una realtà locale che eccelle in questo come la nostra, è un’altra cosa, se parliamo di associazionismo vero».

«La verità è che, come al solito i costi economici e sociali del problema ricadono sui cittadini, per l’incapacità della politica nazionale di gestire queste situazioni. Noi vogliamo dire a basta a tutto questo, pertanto, non accoglieremo l'invito delle prefettura ed andremo avanti per la nostra strada».

«La richiesta - conclude - prevedeva forme di volontariato assolutamente gratuite, con una formazione adeguata per i migranti. Oltre al fatto citato dell’assicurazione non a carico del Ministero dell’Interno».

Mirco Peccenini