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Franceschini: sono le nostre città i campus per le università

Il ministro ieri alla cerimonia Unife
Il ministro ieri alla cerimonia Unife

Il ministro all'inaugurazione dell'anno accademico. Il rettore Nappi: +13% d'immatricolazioni, invertito il trend

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 In questi nove mesi, «abbiamo cercato di fare capire che davvero investire nella cultura come sistema Paese è la carta vincente. Nell'era digitale e della globalizzazione», per «fare sistema». Così il ministro della cultura e del turismo Dario Franceschini, all'inaugurazione dell'anno accademico all'Università di Ferrara, che si è svolta al Teatro Abbado. «L'Europa e in particolare l'Italia - prosegue - ha non solo un patrimonio architettonico immenso ma ha a disposizione anche nuove e competenti generazioni. Fino ad ora ci siamo concentrati molto sulla tutela del passato, ma dobbiamo investire sul presente, sul contemporaneo e sulla ricerca. In tutto questo c'è sì un dovere morale e costituzionale, ma anche una carta da giocarci sul piano della competitività». «Dobbiamo - sottolinea - fare un lavoro profondo di educazione, partendo dalle scuole e dall'Università per riavvicinare gli italiani alla consapevolezza dell'enorme patrimonio che hanno perchè, nonostante le ricchezze artistiche, in Italia calano i numeri dei lettori, della gente che va al cinema, nei musei e questa è una profonda contraddizione». «Ci sono molte cose da fare - aggiunge - ma bisogna crederci e in primis deve crederci la politica, cosa che complessivamente non ha fatto negli ultimi vent'anni. Ma non basta, deve crederci tutto il Paese: dobbiamo vedere l'Italia con gli occhi delle persone che ci guardano da lontano». Dunque, «il nostro cibo è un'eccellenza, la nostra moda è un'eccellenza, la nostra cultura è un'eccellenza. Tutti ciò è il frutto di un lavoro artigiano, di una sedimentazione durata secoli. Dobbiamo tenere insieme tutti questi elementi, gli italiani devono capire la forza e la credibilità che il brand ha nel mondo!».

Per quanto riguarda l'università, «siamo in un momento complicato per il nostro Paese e una cosa è fare il ministro in una stagione estesa e un'altra è governare in una stagione di tagli, anche se abbiamo iniziato un'inversione di tendenza», ha sottolineato il ministro. «Per anni - ha aggiunto - abbiamo guardato alle università americane, ai loro campus, come un punto di riferimento e poi ci siamo resi conto che le città stesse sono il nostro campus. In questo secolo appena iniziato abbiamo notato che le città che dispongono di un'università forte e radicata nel territorio, hanno un potenziale in più rispetto ad altre. Fare della città stessa il campus dell'università è una carta da giocare sia per una realtà, sia per l'altra».

«Nonostante gli ultimi anni, difficili per il mondo universitario, il nostro ateneo ha continuato a migliorarsi; affrontando anche i danni causati dal terremoto 2012. Quest'anno abbiamo avuto un incremento del 13% di studenti, dato decisamente in controtendenza con la media nazionale. Ferrara, città universitaria, conta oltre 17mila studenti». Lo ha detto il rettore dell'Università, Pasquale Nappi, questa mattina alla cerimonia di inaugurazione dell'anno accademico. Nappi ha voluto «ringraziare il ministro alla cultura Dario Franceschini per essere qui oggi e per il suo impegno istituzionale», ricordando che il ministro si è laureato proprio nella università emiliana. Il rettore ha ringraziato poi la Regione l'Emilia-Romagna e l'assessore regionale uscente Patrizio Bianchi «per aver saputo garantire anche per il 2015 la copertura totale delle borse di studio»