Lo stalking è reciproco: tutti colpevoli
Fiscaglia: pioggia di condanne al processo scaturito da persecuzioni e liti tra vicini di casa, denuncianti e denunciati
FISCAGLIA. Tutti condannati, tutti responsabili dell’inferno quotidiano in cui si era trasformato il loro rapporto di vicinato. Colpevole lo stalker per aver perseguitato la famiglia che vive nella sua stessa “corte”. Ma colpevoli di stalking, lesioni e minacce anche le vittime, denuncianti e a loro volta denunciate. Un groviglio di querele incrociate che ieri, seppur con diverse modulazioni, è stato risolto con un verdetto comune: tutti colpevoli. Bisogna tornare al 2009 per ripercorrere lo stillicidio di dispetti, reazioni e aggressioni tra un trentenne, Enrico Balestra, e i vicini di casa: Uber Grassi, ultraottantenne, la figlia Anna Maria e il di lei marito, Pierangelo Taddei. Il primo a essere denunciato per stalking è Balestra: i vicini segnalano una serie di episodi che vanno dall’auto rigata alle rose tagliate, dai rifiuti gettati nel giardino ai fiori “ammazzati” con la candeggina. Del resto, come ha ricordato il pm Di Benedetto nella sua requisitoria, Balestra nel frattempo ha collezionato altri due procedimenti per stalking: uno che vede contrapposta ancora la famiglia Grassi; e un secondo nei confronti di un’altra famiglia sfociato in un provvedimento restrittivo da parte del gip. Ma se Balestra è finito a processo, anche la famiglia Grassi è finita nei guai. Colpa di un episodio avvenuto nell’agosto di tre anni fa con uno scontro tra Balestra e Uber (in cui è spuntata una zappetta), l’intervento di Anna Maria in difesa del padre, e il contributo del genero limitato a una reazione verbale. Le versioni però divergono: secondo Balestra la donna lo avrebbe colpito al viso facendogli sanguinare il naso (sangue che i carabinieri però non hanno visto), mentre la donna ha sostenuto di avergli solo lanciato un vaso di plastica. Il giudice Landolfi invece non ha fatto sconti: un anno a Enrico Balestra per stalking; un anno, sempre per stalking, anche all’anziano Uber; due mesi (con la condizionale) ad Anna Maria per lesioni aggravate; e due mesi anche a Taddei per minacce aggravate. Il giudice ha accolto le richieste del pm per quel che riguarda Balestra e Anna Maria Grassi, ma è stata ben più severa con Taddei (per cui era stata chiesta l’assoluzione) e soprattutto con Uber Grassi (per cui l’accusa aveva chiesto 500 euro di multa), considerato vittima e insieme colpevole di stalking. Il giudice si è anche riservato sulla richiesta di una nuova misura restrittiva nei confronti di Balestra richiesta dal pubblico ministero.(a.m.)
