La Nuova Ferrara

Ferrara

Nove colonne in cerca di adozione per una ripulita

Nove colonne in cerca di adozione per una ripulita

Sulla scia dell’Art Bonus una proposta innovativa: contributi privati per il restauro in cambio di vantaggi fiscali

2 MINUTI DI LETTURA





Le nove colonne e i relativi archi in cotto che dividono piazza Municipale da via Garibaldi torneranno a risplendere come ai tempi degli Estensi, scrollandosi di dosso la fuliggine accumulata lungo i secoli. L’operazione di restauro e di pulizia inizierà dopo le feste di fine anno: 15mila euro il costo preventivato. La particolarità consiste tuttavia nel fatto che è il primo intervento concepito in città sulla scia dell’ArtBonus, la misura scelta dal ministro Dario Fransceschini per favorire il mecenatismo culturale. In soldoni: i privati ci mettono… i soldoni, in cambio di benefici fiscali (un credito d’imposta del 65% sulla donazione effettuata) e di un ritorno d’immagine. L’idea è nata dalla Fondazione dei Geometri di Ferrara «ancora prima che l’ArtBonus venisse messo a punto», sottolinea Giuseppe Rando; l’organo di cui è vicepresidente ha curato il progetto di recupero, sotto la supervisione del servizio Beni monumentali del Comune (si interverrà su una parte dell’ala ovest di Palazzo Municipale) e con l’approvazione della Soprintendenza.

Da qui si è partiti per lanciare l’appello “Adotta una colonna”. L’Ascom diretta da Davide Urban e l’azienda di comunicazione Dinamica Media di Raffaele Maragno sono a caccia di imprenditori interessati: hanno già aderito la casa di cura Quisisana presieduta da Giorgio Piacentini, ErreEffe Group (concessionaria delle auto Bmw, rappresentata in conferenza stampa da Nicolò Cester) e dal gruppo Unieuro. Tra l’altro la Camera di Commercio, dice il segretario generale Mauro Giannattasio, a gennaio farà partire uno sportello dedicato alle sponsorizzazioni culturali.

Soddisfatto il Comune: «Penso che troveremo terreno fertile con l’adesione di altri privati – spiega l’assessore ai lavori pubblici Aldo Modonesi -. Sempre contando sull’ArtBonus, si può pensare a ulteriori interventi nel 2015, per esempio sulle statue di Girolamo Savonarola e Ludovico Ariosto». Tiziano Tagliani ci aggiunge quella dedicata al re Vittorio Emanuele II oggi al Museo del Risorgimento e della Resistenza e la cappella Revedin. «Questo – sostiene il sindaco – è un riconoscimento della valenza positiva dello strumento ideato da Franceschini. Fin qui l’investimento dei privati su cultura e patrimonio era bloccato dall’assenza di vantaggi fiscali». Mentre l’assessore Massimo Maisto ricorda che il Teatro Comunale venne costruito grazie alle risorse finanziarie dei benestanti ferraresi dell’epoca.

Fabio Terminali

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google