Spal, amore-odio per i calci di rigore
Troppi errori prima del gol di Veratti. Mister Brevi: un altro sbaglio e facevo lezione
FERRARA
L'altra sera durante la partita di Coppa Italia vinta dalla Spal sul Prato non si sono potute non notare le accese discussioni tra i giocatori biancazzurri su chi si dovesse incaricare del tiro dagli undici metri, soprattutto quando, in occasione del secondo dei tre rigori concessi, poi sbagliato, De Cenco ha avuto la meglio su Veratti. Che poi ha segnato l’ultimo, quello decisivo, ai supplementari.
«Nelle partite - spiega mister Oscar Brevi, interpellato sulle gerarchie in casa biancazzurra - abbiamo sempre 2/3 rigoristi identificati: calciano Fioretti, Germinale, Filippini e anche altri. Lascio sempre decidere ai ragazzi in base a chi se la sente di più in quel determinato frangente. Questo desiderio di tirare il rigore da parte di Veratti e De Cenco lo leggo in maniera positiva: fa vedere come entrambi ci tenessero tanto ad assumersi quella responsabilità. Entrambi, poi, hanno avuto un'occasione, visto che ci hanno dato tre rigori e probabilmente ce ne stava anche un quarto. Meno male che Luca ha segnato - sorride Brevi -, altrimenti di lì a poco se ne calciavano almeno dieci di rigori e avremmo visto chi li può tirare e chi no!».
In questa stagione il rapporto della Spal con i rigori la Spal è di amore-odio. Oltre ai tre dell’altra sera (due segnati da Gentile e Veratti e uno parato a De Cenco), la Spal in campionato ha avuto due rigori in quindici giornate: Germinale ha segnato al Santarcangelo, mentre è ancora negli occhi e nella memoria di tutti il suo tiro alto di sette giorni fa contro il Pisa.<QM>(a.t.)
