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Unife, in corsa per il dopo Nappi Medicina e Ingegneria

Gioele Caccia
Pasquale Nappi
Pasquale Nappi

Il rettore scade nel 2015. Un mandato che ha fatto i conti con il terremoto, il taglio ai finanziamenti e la riforma Gelmini

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È l’unico rettore dell’Università di Ferrara, almeno dagli anni ’70 in poi, rimasto in carica per cinque anni. Prima di lui il mandato durava un triennio ed era rinnovabile una sola volta. Dopo di lui raddoppierà: sei anni senza possibilità di rinnovo. Pasquale Nappi, sassarese, 54 anni, docente di diritto, occupa l’ufficio più alto dell’ateneo dal 2010, dopo essere passato per le funzioni di direttore del Dipartimento di Scienze giuridiche e di preside di facoltà. La riforma Gelmini lo ha colto a metà del guado. Nappi era rettore in carica, la legge gli ha concesso la proroga di due anni, periodo-ponte tra il vecchio e il nuovo sistema. Oggi presiederà la cerimonia di apertura dell’Anno accademico per l’ultima volta. Il suo mandato scade nel 2015 e probabilmente entro la prossima estate dalle urne dell’ateneo uscirà il nome del successore.

Per Nappi sarà quindi l’occasione per tracciare il bilancio di un mandato tra i più travagliati degli ultimi decenni. I quattro anni e mezzo in cui ha retto prima Palazzo Renata di Francia e poi il Convento di Santa Lucia, in via Ariosto, sede provvisoria del rettorato, hanno incrociato quattro eventi straordinari che hanno reso unico il quinquennio che si sta per concludere.

La riforma Gelmini, nel 2010, oltre ad allungare il mandato dei rettori ha ridisegnato la governance e l’assetto organizzativo delle università (a Ferrara una ventina di dipartimenti e otto facoltà sono stati accorpati in dodici dipartimenti). Il terremoto del 2012 ha inciso invece pesantemente sul patrimonio edilizio (proprio i danni provocati dal sisma hanno costretto il rettorato a lasciare la vecchia sede di via Savonarola) ma anche sulle iscrizioni (oggi in netta ripresa). La terza emergenza è stata la sequenza di tagli ai trasferimenti statali che ha costretto il bilancio dell’ateneo a mettere mano alla struttura dei costi proprio mentre incombeva l’incubo dei cantieri da finanziare ed aprire nella fase post-terremoto. Quarto crocevia, l’apertura dell’ospedale di Cona. All’interno del Nuovo Sant’Anna sono già state attrezzate le aule e i servizi del secondo triennio di Medicina. Oggi sono in corso i lavori del parcheggio riservato a personale e studenti ma solo nel 2016 o nel 2017 dovrebbe andare a regime l’appalto per il futuro modulo edilizio che ospiterà studi, aule, biblioteca, spazi di ristoro e altri servizi di Medicina.

A chi consegnerà l’ateneo Pasquale Nappi? Dopo il lungo governo di Antonio Rossi, oculista e preside della facoltà di Medicina prima di mettersi al timone di Unife per 18 anni, dal 1974 al 1992, le elezioni hanno spesso premiato candidati di altri dipartimenti e settori universitari: Pietro Dal Piaz è un fisico, Francesco Conconi, laureato in medicina, è un biologo, Patrizio Bianchi è un economista (in questi giorni il lizza per la conferma di una delega ‘pesante’ in giunta regionale), Nappi arriva da Giurisprudenza. Sul nome dei candidati alla successione al momento è possibile riportare solo le voci che con qualche insistenza circolano da un po’ di tempo negli ambienti più vicini all’ateneo. Sembra che alla corsa sia interessata la Scuola di Medicina dove circola il nome del professor Giorgio Zauli, ordinario di Anatomia Umana presso il Dipartimento di Morfologia ed Embriologia di Unife e direttore scientifico dell’Irccs Burlo Garofalo di Trieste, istituto di ricerca ad alta specializzazione nel settore pediatrico. Anche Ingegneria pare intenzionata a partecipare alla competizione e la scelta potrebbe cadere sul professor Piero Olivo, che è stato anche preside di facoltà dal 2007 al 2012. La terza ipotesi è legata al nome di Francesco Bernardi, professore di biochimica e da 2010 pro-rettore di Unife.