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Emilia molto europea con il Bianchi bis

Emilia molto europea con il Bianchi bis

Regione, Bonaccini fa per ora solo il nome dell’ex rettore, che ha scritto nel programma cosa farà: il ponte con Bruxelles

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S’insedierà il 29 dicembre il nuovo consiglio regionale, che prenderà atto dell’accettazione delle cariche e avvierà la decima legislatura, forse la più complicata dell’Emilia Romagna. La notizia è stata data dal governatore Stefano Bonaccini («è la prima data utile, non abbiamo un minuto da perdere nè ferie da fare»), e la conferma del presidente dell’assemblea uscente, Palma Costi, è arrivata nel ieri pomeriggio. Niente settimana bianca tra Natale e Capodanno, quindi, per l’accoppiata di neoletti ferraresi, Paolo Calvano-Marcella Zappaterra (Pd), e Alan Fabbri-Marco Pettazzoni, che dovranno farsi trovare pronti per l’insediamento. Ma si preannunciano festività di lavoro pieno soprattutto per Patrizio Bianchi, l’assessore regionale ferrarese che da ieri è l’unico ad avere la certezza di far parte della nuova giunta Bonaccini. A chiarire a tutti le sue intenzioni in proposito è stato lo stesso governatore, che in un’intervista a Repubblica ha detto: «Quello di Bianchi è l’unico nome che mi sento di fare, è stato il curatore del mio programma, si occuperà in giunta di fondi europei». Un’investitura in piena regola, da braccio destro, magari anche da vicepresidente vista la scarsa proponsione di Bonaccini per la conferma di Simonetta Saliera. «Di vice non so nulla, so che stiamo lavorando molto e ci sentiamo di continuo, con Bonaccini - ha commentato così la conferma virtuale un raffreddatissimo Bianchi - La delega all’Europa? L’abbiamo scritta nel programma».

In effetti è il caso di dire che Bianchi ha costruito con le sue mani il nuovo ambito di lavoro. Quello che farà nei prossimi cinque anni sta infatti scritto nella pagina e mezzo del programma elettorale di Bonaccini alla voce Europa: la Regione, è la visione bianchista, deve «rafforzare l’azione a livello europeo verso le istituzioni comunitarie, nei rapporti e con il consolidamento delle alleanze con i territori più innovativi d’Europa ed investire in un’azione unitaria e convergente a livello europeo di tutti i soggetti dell’Emilia Romagna che operano nel campo delle imprese, della ricerca, dello sviluppo sociale e delle amministrazioni locali. Per dare più forza a questo nostro impegno verrà definita nel prossimo governo regionale una responsabilità specifica su Europa e internazionalizzazione, dedicata al coordinamento delle nostre politiche europee, in particolare per quanto riguarda la programmazione e la gestione unitaria dei fondi strutturali europei».

L’accettazione da parte di Fabbri del posto in Regione, intanto, oltre a precipitare il Comune di Bondeno verso elezioni anticipate, sta creando qualche grattacapo anche in Provincia. La carica di consigliere regionale è infatti incompatibile con quella di consigliere provinciale, quindi Fabbri decadrà anche dal Castello. Il consiglio provinciale dovrebbe essere integrato dal primo dei non eletti della lista Tagliani, che però ha... esaurito i nomi. È quindi partita una richiesta di chiarimento al ministero dell’Interno: scatta il consigliere nella lista di opposizione, l’assise rimane a 11 componenti o altro? In attesa della risposta del ministero, naturalmente, il posto del sindaco di Bondeno resterà vuoto.

Stefano C iervo

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