La Nuova Ferrara

Ferrara

«Gli ex Movimento 5 Stelle si rimettano in gioco»

di Annarita Bova

Maura Tomasi (Lega): sono stati eletti con voti non loro, si torni alle urne Di Munno (Pdl/Il Faro): chiediamo che venga indetto un referendum

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COMACCHIO. «Ci sono dei momenti in cui bisogna prendersi precise responsabilità e per il sindaco e i consiglieri del Comune di Comacchio è uno di questi». Non usa mezzi termini la responsabile della Lega Nord Maura Tomasi. «Gli attuai amministratori sono stati eletti solo grazie alla forza che aveva il Movimento 5 Stelle nel 2012 - continua - Nesusno conosceva Marco Fabbri e non si è certo scelta la persona. Oggi le cose sono profondamente cambiate. Il loro “partito” li ha mandati fuori. Oppure si sono fatti cacciare. È stata una scelta ben precisa, una strategia studiata a tavolino. Adesso però devono dimettersi e tornare al voto perché i comacchiesi avevano scelto altro». Non solo, «visto come sono andate le ultime elezioni, è evidente che il panorama è cambiato - conclude la Tomasi - si facesse quaindi un referendum visto che l’attuale amministrazione tanto ha sbandierato in passato principi forse adesso dimenticati».

Posizione altrettanto forte quella del consigliere del Pdl/Il Faro Antonio Di Munno. «Dobbiamo rilevare del fallimento totale del progetto politico dell’amministrazione, oggi mera “polvere di stelle”. La caduta della 5stelle, anche a livello nazionale, in tempo rapidissimo ha dimostrato che se la politica non è capace di trasformare la protesta in azioni concrete per le popolazioni, diventa un boomerang decapitante». «È indiscutibile che quanto successo ai nostri “ex 5 stelle” è un tradimento verso coloro che avevano posto nelle loro mani la fiducia per il cambiamento. Un tradimento politico che in qualsivoglia democrazia dovrebbe epilogare con le dimissioni. I Comacchiesi non possono accettare questa azione vittimistica di “Fabbri & Company” perché Grillo li caccia fuori dal movimento. Chi erano Grillo e Casaleggio e come volevano gestire il M5S lo si sapeva ancor prima della campagna elettorale del 2012 (già esempi concreti erano eloquenti nella nostra provincia), per cui se all’epoca andava bene quella gestione, andavano bene gli spettacoli di piazza dello showman (ben due a Comacchio) per ottenere consenso, oggi caro sindaco Fabbri, dovete assumervi le vostre responsabilità: onestamente dovreste dimettervi ed affrontare, nella vostra nuova veste il consenso popolare, salvo che molto verosimilmente non via siate già accasati presso altre forze politiche». «I numeri poi sono emblematici, dalle politiche passando per le elezioni Europee ed arrivando alle Regionali dei giorni scorsi, siete passati da oltre il 30% degli elettori, ad appena poco più il 10, tenuto conto che alle elezioni regionali Comacchio registra in assoluto, la vittoria del partito astensionistico. Dato molto significativo». Infine, «l’incoerenza non paga mai. Abbiamo capito perfettamente che la politica urlata è un fuoco di paglia, governare è un’altra cosa e, il governo di Comacchio deve essere affidato a perone competenti e capaci». Infine, «invito ancora na volta l’attuale amministrazione a mettersi in gioco, a mettere la faccia visto che non l’hanno mai fatto considerato che sono arrivati in municipio dietro al simbolo di un Movimento che oggi non esiste più».