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La Banca Centro Emilia va avanti a tutta forza

La Banca Centro Emilia va avanti a tutta forza

A Casumaro la tradizionale cena degli auguri, presenti oltre 700 persone Il direttore Govoni: nella semestrale un utile netto di 2 milioni e 665mila euro

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CASUMARO. «Banca Centro Emilia, una banca solida che investe nel territorio e nel futuro, proprio partendo dai giovani. Sono loro, la nostra speranza per il futuro». La Cena degli Auguri svolta giovedì sera a Casumaro e dedicata ai soci di Banca Centro Emilia, è stata per il presidente Giuseppe Accorsi e il direttore generale Giovanni Govoni, un'occasione non solo per rinsaldare il legame fra i soci, ma anche per tracciare un primo bilancio di attività della Banca di Credito Cooperativo, che ha confermato nella semestrale un utile netto di 2milioni e 665mila euro. A riferire alle oltre 700 persone presenti, sullo stato di salute di Bce, il direttore Govoni: «Siamo una cooperativa di credito, non una Spa. Noi siamo una banca a controllo sociale, e differente nei fatti. Nel 2014, Banca Centro Emilia ha erogato oltre 40mila euro per contributi e sponsorizzazioni a supporto del volontariato locale. Avendo chiuso poi, nel 2013, un bilancio di tutto rispetto, il Cda ha deciso di remunerare i soci del 2%. Sono stati così redistribuiti 198mila euro di dividendi, andando a riconoscere quel rapporto fiduciario tra soci e banca stessa”. Nel 2008, 3.944 soci, al 1° dicembre, 6.956 soci e «il 10 dicembre, supereremo il numero di 7mila soci. Un trend che è segno tangibile dell'attaccamento dei soci a Bce». Dalla semestrale poi, alcuni numeri: «Ricavi in aumento del 15,92%, per lo più sostenuti dall'attività svolta con i soldi presi dalla Banca centrale Europea. La banca si è finanziata per 70milioni, utilizzati per acquistare titoli di Stato e per affiancare all'attività ordinaria, un'attività straordinaria sulla componente Finanza. Cresciuti i costi operativi del 4% (circa 240mila euro) per il venir meno dei contributi federali dal 1° gennaio. Un utile corrente di 3milioni 392mila euro, imposte per 728mila euro e un utile netto di 2 milioni 665mila euro, che va a patrimonio. Non un fine, ma un mezzo, necessario per fare nuovi impieghi. Nel 2014 (al 30 novembre) 80milioni di euro di nuovi impieghi. Noi non abbiamo smesso di prestare denaro». Da Govoni poi, alcuni importanti percentuali: «Con un indice di solidità patrimoniale del 14,74%, impieghi/raccolta al 76,66%. Per quanto riguarda gli indici di copertura del credito deteriorato, figlio della crisi: sofferenze al 63,83% e incagli al 51,25%. Sono questi gli indicatori della solidità della vostra banca». Dopo l'appuntamento a Modena/Maranello e il viaggio in Etiopia, Accorsi ha presentato le nuove mete del 2015: a Trento per la gita in giornata, e in Uzbekistan dal 20 al 28 aprile. Dopo l'illustrazione della strenna natalizia, il libro 'Cosa Rimane', frutto del laboratorio di fotografia promosso dal Circolo Amici del Museo di Renazzo, dal presidente Accorsi una riflessione sulla crisi: «Finirà solo quando saremo noi ad affrontare il cambiamento, in noi stessi. Consolidiamo il presente e crediamo nel futuro, a partire dai giovani».

Beatrice Barberini

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