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Rapina in via Ortigara, catturati i complici

Il capo della Mobile Andrea Crucianelli
Il capo della Mobile Andrea Crucianelli

I due malviventi individuati dalla polizia. Avevano spaccato il naso del titolare a bottigliate minacciando: "Attento, siamo una mafia che controlla la città"

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FERRARA -

Già conosciuti (e arrestati) per la loro attività di pusher in zona stazione, sono finiti in carcere per una bottiglia di birra. Prosper Anini, detto Gbesse o Prospa, nigeriano di 24 anni, e il suo connazionale Lucky Okiojie, di 23, sono stati arrestati dalla polizia per la rapina ai danni di un negozio di alimentari di via Ortigara avvenuta il 29 ottobre scorso. In manette era già finito il terzo complice, Emmanuel Otaigbe, detto “Pa”, sorpreso dagli agenti della Volante mentre lottava con il titolare davanti al negozio e arrestato in flagranza.

Proprio la segnalazione di una rissa in via Ortigara aveva fatto intervenire una pattuglia poco dopo le 20 del 29 ottobre, ma presto è stato chiaro che non si trattava di una semplice lite ma di una rapina aggravata. Uno dei due uomini, ferito e sanguinante, stava cercando di trattenere il giovane che poco prima, insieme a due complici, aveva fatto irruzione nel suo negozio di alimentari che gestisce insieme alla moglie. Il titolare, del resto, conosceva bene quei tre connazionali abituati a prendersi troppe libertà. Il pomeriggio stesso della rapina, dopo essere rimasti fuori dal negozio a fumare marijuana, erano entrati nel locale approfittando di un momento in cui la moglie era rimasta sola. Si erano diretti al bancone del frigo, avevano preso due bottiglie di birra e si erano diretti all’uscita senza pagare. Alle rimostranze della donna avevano reagito con le minacce: “Stai calma, altrimenti ti nascondiamo la droga nel negozio e ti facciamo chiudere il locale”.

Non contenti, qualche ora dopo erano tornati, trovando questa volta il marito. Mentre “Prospa” rimaneva fuori a fare il palo, “Pa” entrava nella bottega impugnando una bottiglia di birra vuota, seguito da Lucky. Stessa scena: prelievo di birra dal frigo e nessuna intenzione di pagare. Inutile protestare: per tutta risposta il titolare si è sentito rivolgere queste parole, ritenute dagli inquirenti più una “spacconata” che un pericolo reale: “Adesso ti ammazzo, attento. Siamo un gruppo di mafiosi che controlla la città”, a cui è seguita una bottigliata sul naso. Poi, mentre Lucky teneva fermo il malcapitato, Pa rubava 200 euro dalla cassa.

Il titolare però, esasperato dall’ennesima prepotenza, ha avuto la forza di bloccare Pa mentre i due complici si dileguavano. Nel tentativo di liberare il compare, Lucky era tornato indietro per assestare un paio di pugni al negoziante. Ma le sirene della polizia in arrivo lo avevano fatto desistere. Per Emmanuel si erano così aperte le porte dell’Arginone, mentre il titolare era finito all’ospedale con il labbro spaccato e il naso rotto, con prognosi di dieci giorni.

Le indagini per individuare i due complici erano iniziate subito, come ha spiegato ieri il dirigente della squadra mobile di Ferrara Andrea Crucianelli. I tre non solo erano stati riconosciuti dai testimoni, ma erano anche vecchie conoscenze delle forze dell’ordine per i loro trascorsi di spaccio. Prosper Anini era arrivato a Ferrara nell’agosto del 2011 da Lampedusa, e aveva un permesso di soggiorno per motivi umanitari valido fino al 2015 ma era stato arrestato per droga nel giugno del 2014. All’aprile di quest’anno risale invece l’ultimo arresto per Lucky Okojie, arrivato in Italia nel 2008 ma clandestino da quando, nel 2013, il suo permesso era scaduto e non gli era stato riconosciuto lo status di rifugiato. “Pa”, infine, era finito in carcere nell’ambito dell’operazione della polizia “November Rain” che con l’ausilio di telecamere in piazzetta Toti aveva portato a diversi arresti per spaccio.

Gli elementi raccolti hanno convinto il giudice ha disporre già il 13 novembre le ordinanze di custodia cautelare per Prosper e Lucky. Il primo è stato arrestato sei giorni dopo in un appartamento del Grattacielo, da cui sono stati sequestrati anche 150 euro. Lucky, sentendosi braccato, ha tentato di lasciare l’Italia ma il 3 dicembre è stato arrestato dalla polizia ferroviaria di Bolzano dopo essere stato sorpreso, senza documenti, sul treno Bologna-Monaco.