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Sicurezza, opposizione all’attacco

Sicurezza, opposizione all’attacco

Portomaggiore, incontro al Ridotto. Stefanelli: tante proposte alla giunta, ma risposte minime

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PORTOMAGGIORE. La sicurezza a Portomaggiore non può più attendere. L'incontro organizzato al Ridotto del Concordia dai gruppi di opposizione - presenti Enrico Guidi e Giovanna Stefanelli, capofila dell’iniziativa - hanno proposto un approccio di confronto rispetto al tema maggiormente dibattuto sul territorio comunale. I due capogruppo (assente Roberto Badolato per motivi di lavoro) hanno portato la testimonianza dell'avvocato Sandro Mazzatorta, ex senatore ed ex sindaco di Chiari ( Brescia). Mazzatorta era a Roma nel 2008 quando è stato varato il pacchetto sicurezza, norme che secondo l'ex primo cittadino avevano iniziato a funzionare, «ma poi sono state abbandonate». Mazzatorta ha presentato, con chiarezza, provvedimenti portati avanti nel suo Comune. «Per me il sindaco - ha spiegato - è un eroe allo stato attuale delle cose. Il sindaco è la persona delegata a dare risposte ai cittadini su temi fondamentali e la sicurezza è stato il tema principale del nostro operato». L'illustrazione delle misure adottate, dal patto urbano di sicurezza, dove la polizia municipale dei Comuni limitrofi dell'area bresciana collaborava, passando per smantellamento di campi nomadi applicando le idee del Comune di Rimini, fino all'impiego mirato di risorse comunali e finanziamenti regionali e statali, per la stessa polizia, ha tenuto alta l’attenzione della platea. «Quando applicato dall'ex sindaco di Chiari - hanno spiegato Guidi e Stefanelli - è stato proposto in alcune sue parti anche all'attuale amministrazione, sia come interpellanze e ordini del giorno, sia dal punto di vista propositivo. Ma le risposte sono state minime. Troppe volte vediamo un certo immobilismo degli amministratori».

Tra i presenti in platea, ache Boggian, attuale rappresentante di M5S a Portomaggiore. Alcuni cittadini hanno raccontato le loro vicende, mentre altri con tono preoccupato hanno espresso la riluttanza a dover attendere ancora tempo prima di vedere risolta la situazione di furti r non solo. La testimonianza di un ex carabiniere a Portomaggiore è stata una delle conclusioni più significative: «Abbiamo sputato sangue per cercare di impedire determinati fenomeni. Ma troppo spesso non si guarda al ruolo della magistratura, che attende invece di andare incontro a determinate problematiche. E soprattutto la classe dirigente non è abbastanza forte per stimolare i magistrati». (e.m.)