Con Pierotti il dialetto diventa cultura
LIDO SCACCHI. «Dietro il dialetto riposa una cultura, che si lega ad una comunità e che è fatta di esperienze, tradizioni, emozioni, percorsi di vita, usi, costumi e modi di dire che le conferiscono...
LIDO SCACCHI. «Dietro il dialetto riposa una cultura, che si lega ad una comunità e che è fatta di esperienze, tradizioni, emozioni, percorsi di vita, usi, costumi e modi di dire che le conferiscono l’identità». Alessandro Pierotti ieri sera nella Berba Arena dell’Holiday Village Florenz di Lido Scacchi, davanti a un pubblico attento e numeroso, ha spiegato con queste parole le ragioni per cui si è cimentato in una nuova, impegnativa, avventura letteraria sfociata ne Il parolario magnavacante, che non vuole essere una mera traduzione di vocaboli dal dialetto, un vocabolario, «Ma la ricerca delle parole che compongono il parlare quotidiano – sottolinea il curatore della prefazione, Maurizio Paiola -, il fare che diventa dire, un linguaggio strumento di una cultura materiale che Pierotti ha studiato accuratamente per custodirlo e tramandarlo».
A Linuccia, moglie dell’amico Giglio Zarattini, autore dell’immagine di copertina di cui ricorreva ieri il decennale della scomparsa, Pierotti ha donato una copia del volume. In sala erano presenti i titolari della struttura ricettiva, e il sindaco Fabbri, che ha definito l’opera «patrimonio unico per la comunità, con un grande lavoro sul campo, basato su confronti continui con gli anziani, che sono la nostra memoria storica».
Tra le espressioni più vivaci, ormai desuete, quelle dedicate al mare e alla pesca come as mitén à l’armòcia. (k.r.)
