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«Io, travolta da un’auto pirata in centro»

di Alessandra Mura
«Io, travolta da un’auto pirata in centro»

La signora, 75 anni, ne avrà per un mese. Il conducente è fuggito senza prestare soccorso. L’appello: chi ha visto parli

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Ha una clavicola rotta, cinque punti in testa e varie escoriazioni alle mani. Ed è perfettamente consapevole «che poteva andare molto peggio». Giuseppina Ardondi, 75 anni compiuti il 3 dicembre, venerdì pomeriggio attorno alle 17.30 è stata investita da un pirata della strada mentre, con la bicicletta a mano, stava cominciando ad attraversare corso Porta Mare, all’altezza di piazza Ariostea con entrambi i fanali accesi.

«Mi trovavo sul lato della piazza - racconta - avevo fatto alcune commissioni e volevo andare a far visita a una mia amica che abita di fronte. Sono scesa dalla bicicletta, ho controllato che non ci fosse nessuno e ho cominciato a immettermi nella carreggiata. In quel momento è sbucata un’auto che ha colpito la bicicletta e mi ha fatto cadere. Sono finita addosso a un’auto in sosta e la bici mi ha travolta».

Nella caduta la signora Giuseppina ha riportato traumi e fratture giudicate guaribili in trenta giorni: per un mese dovrà portare un tutore in attesa che la clavicola si “saldi” da sola, sperando di non dover far ricorso a un intervento chirurgico. Di quella macchina che, incurante di tutto, non si è degnata di fermarsi per prestarle soccorso, ricorda bene il colore: grigio. Il resto stanno cercando di ricostruirlo gli agenti della polizia municipale intervenuti per i rilievi, ma saranno importanti anche le testimonianze delle persone che hanno assistito alla scena.

Da qui l’appello lanciato attraverso la “Nuova”: chiunque abbia visto qualcosa di utile si faccia avanti per collaborare con gli inquirenti. Il pirata rischia grosso, visto che l’omissione di soccorso è un reato grave. Soprattutto se dovesse essere individuato senza presentarsi spontaneamente.

«Per fortuna non ho mai perso conoscenza e la tac alla testa è risultata negativa - continua Giuseppina, che venerdì stesso è stata dimessa dall’ospedale - ma se non fossi scesa dalla bicicletta e mi fossi trovata già in mezzo alla strada quell’auto mi avrebbe presa in pieno, e allora non so davvero come sarebbe andata a finire. Basti pensare che la bicicletta è ridotta da buttar via».

A prestare i primi soccorsi alla ferita è stata un’amica di famiglia che per puro caso si trovava a passare in corso Porta Mare. Subito dopo si è avvicinato anche un gruppetto di tre-quattro persone.

«Sono stati gentilissimi, hanno cercato di rincuorarmi e mi hanno riparato con l’ombrello, perché aveva cominciato anche a piovere. Qualcuno di loro deve anche aver chiamato l’ambulanza, che è arrivata poco dopo. Volevo approfittare del vostro giornale anche per ringraziarli». Un gesto istintivo di assistenza e aiuto che non ha minimamente toccato la persona che era alla guida dell’auto grigia e che la polizia municipale sta cercando di rintracciare raccogliendo ogni elemento utile. Per questo, ribadisce la signora Giuseppina affiancata dalla figlia Cristina, è importante risalire a tutti i testimoni dell’accaduto.