«Riforma della Pac Sul “greening” serve una proroga»
Pier Carlo Scaramagli (Agrinsieme Ferrara): La stagione è già avviata, diventa difficile fare piani
«Molta strada è stata fatta per la definizione puntuale della Riforma della Politica Agricola Comune (PAC) per il periodo che va dal 2014 al 2020, ma molta deve essere ancora percorsa. E sul cosiddetto “greening” serve sicuramente una proroga».
A parlare è Pier Carlo Scaramagli, coordinatore di Agrinsieme Ferrara nonchè presidente della Confagricoltura estense che aggiunge: «Se si considera che l'annata agraria è già avviata, con le semine dei cereali invernali pressoché completate, sussiste la possibilità che i ritardi accumulati siano ormai tali da rendere complicata la definizione precisa e corretta del restante piano colturale da parte delle aziende agricole».
In modo particolare il dito viene puntato sull'applicazione del greening, un complesso di norme che prevede il rispetto di diverse pratiche a fronte del quale si riceve il pagamento “verde”, una delle componenti previste nel nuovo sistema di pagamenti diretti. Le misure obbligano le aziende in primo luogo alla diversificazione delle colture, poi alla conservazione dei pascoli e dei prati e all'introduzione o alla conservazione di elementi naturali e di aree di interesse ecologico.
In considerazione dei notevoli ritardi nella predisposizione della normativa e dei provvedimenti applicativi, nonché della eccessiva complicazione nelle modalità di applicazione del greening, tali da pregiudicare seriamente l'avvio della riforma della Pac “verso il 2020”, Agrinsieme, il coordinamento nazionale che vede unite Cia, Confagricoltura ed Alleanza delle Cooperative, ha ritenuto opportuno richiedere ufficialmente al ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina un differimento degli impegni di “inverdimento” o quanto meno una non applicazione delle relative sanzioni. Ciò in analogia con l'attività svolta in ambito Copa-Cogeca e con quanto richiesto dalla Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. In particolare si accoglie con grande favore l'iniziativa portata avanti da tutti i gruppi parlamentari presenti nella Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, che, con una lettera inviata al Commissario all'Agricoltura Phil Hogan, hanno chiesto il rinvio di un anno dell'applicazione del greening previsto dalla nuova Pac. «In tutti, sia a livello nazionale che comunitario - prosegue nella sua analisi il presidente Scaramagli - è forte il timore dell'impatto sulle aziende agricole dall'attuazione del greening, ed in particolare dal rischio di effetti negativi conseguenti ad una erronea attuazione. È opinione di diversi Stati che il greening possa comportare un aumento del tasso di errore e di contenzioso. Opinione questa condivisa anche dalla stessa Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. In considerazione dell'attuale stato di attuazione della Riforma in Italia - conclude il coordinatore Provinciale di Agrinsieme - e nello specifico, delle enormi difficoltà di definizione di tutto il quadro normativo e attuativo del greening, è auspicabile che la richiesta venga tenuta in attenta considerazione da parte della Commissione Europea».
Andrea Tebaldi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Ferrara per le tue notizie su Google
