«A disposizione 50 posti letto per i nuovi bisognosi»
FERRARA. «I nostri ospiti rispettano e partecipano alla vita comunitaria della comunità stessa che li ospita. Non vige un clima di autogestione per cui ciascuno è lasciato solo a sé stesso. Abbiamo...
FERRARA. «I nostri ospiti rispettano e partecipano alla vita comunitaria della comunità stessa che li ospita. Non vige un clima di autogestione per cui ciascuno è lasciato solo a sé stesso. Abbiamo una rete di case di accoglienza che ospitano persone in difficoltà e per aiutare questi nuovi bisognosi abbiamo messa a disposizione circa 50 posti. Oltre a un tetto e a un letto forniamo cibo e vestiti, ci occupiamo di trasportarla presso le strutture sanitarie per tutti i controlli del caso…».
Don Domenico Bedin, fondatore dell'associazione Viale K, è uno che con la miseria ci sta a contatto tutti i giorni. Strade, mense, dormitori, si fa in quattro, insieme ai suoi volontari, per dare un'alternativa a persone che per un motivo o per l'altro sono in difficoltà. Nel piano accoglienza Viale K, come altre associazioni e strutture, ha un ruolo fondamentale perché ha in carico donne e uomini che vivono in un limbo, costretti a mesi di inattività. «Gli ospiti durante la fase di controllo documenti, verifica della posizione e tutto il resto - spiega don Bedin - non possono lavorare ma non stiamo parlando di qualche settimana, stiamo parlando di mesi. Noi con le nostre attività cerchiamo di tenerli impegnati con mansioni semplici e utili allo stesso tempo. Cerchiamo di creare anche delle relazioni tra ospiti, comunità ospitante, parrocchia. Insegniamo a prendersi cura dell'orto, a tagliare l'erba, a fare quei lavoretti che restituiscono anche all'individuo un senso di utilità per sé stesso e per la comunità. Queste persone vivono una fase transitoria della loro vita. Alcuni ottengono il permesso di soggiorno, altri l'asilo politico e - conclude il sacerdote - una volta avuti i documenti ciascuno va per la sua strada. Il nostro compito è aiutarli nel cammino». (s.g.)
