Asili alle coop, assessore Felletti attaccata dal suo partito
Quindici dirigenti Sel guidati dal circolo di Ferrara: devi dimetterti da segretaria provinciale. Tsipras: rendere trasparenti i legami con le coop
FERRARA
Tempesta politica sulla decisione del Comune di esternalizzare gli asili Pacinotti e Iovine a partire dal settembre 2015, che sarà inserita domani nel bilancio dell'Istituzione scuola in discussione in Consiglio comunale. "Chiediamo che Annalisa Felletti, con un gesto di responsabilità, rassegni le proprie dimissioni da coordinatrice provinciale di Sel" è la richiesta dirompente nei confronti dell'assessore comunale all'Istruzione da parte di una dozzina di esponenti di primo piano del suo stesso partito, guidati dal coordinatore del circolo di Ferrara, Stefano Cavallini, e da Vincenzo Langella, del coordinamento regionale. Gli esponenti Sel imputano all'assessore-segretario una lista piuttosto lunga di mancanze (immobilismo sul fronte interno, per non aver reintegrato negli organismi provinciali i fuoriusciti del circolo ferrarese; "preoccupante assenza comunicativa dell'assessore nei rigurardi del partito; silenzio nei dibattiti pubblici, ad esempio sui matrimoni gay), culminato con le due esternalizzazioni.
"Nonostante si tratti di un argomento di diretta competenza del nostro assessore/coordinatore, nessuna discussione è stata aperta per tempo in seno agli organismi di partito, nessuna comunicazione almeno per informare del determinarsi di questo orientamento con l'adeguato supporto di dati utili a verificarne le congruità" si legge nel documento. Si tratta, insomma, di "un incomprensibile cambio di rotta del rappresentante di Sel in giunta" che va sanato dividendo i ruoli. Firmano Ilaria Bigoni, Alex Canella, Stefano Cavallini, Virginia De Felice, Luca D'Andria, Paola Ferrarese, Felicia Gargallo, Morena Gavioli, Antonio Langella, Daniela Lodi, Giuliano Lodi, Oriano Mascellani, Giacomo Soffritti e Patrizia Zanella.
SUl Comune, e sull'assessore, giungono anche le bordate della lista Tsipras: "Affidando il servizio alle coop, "bianche" o "rosse" che siano, si risparmia perché la tipologia di contratto per il personale è diversa da quella prevista in ambito pubblico e a questo corrisponde una significativa di retribuzione su stipendi già tra i più bassi d'Europa - si legge nella nota - Si risparmia anche perché i lavoratori vengono licenziati all'inizio delle vacanze e riassunti alla ripresa delle attività. Un quadro di precarietà che inevitabilmente si riverbera pesantemente sui bambini ai quali diviene difficile anche solo garantire continuità. L'amministrazione comunale di Ferrara pensa di prendere i classici due piccioni con una fava: risparmiare favorendo nel contempo quel sistema coop sul quale, le recenti vicende romane l'hanno reso evidente, occorrerebbe al contrario aprire una seria riflessione, che consenta anche di capire quanto negli ultimi anni sono aumentati i fatturati di alcune cooperative parallelamente alla progressiva dismissione di ruolo del Pubblico e di rendere trasparenti i legali tra di esse e chi amministra il Comune (Giunta e Consiglio)".
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