I due volti del piano di inclusione nel volontariato
Su tutto il territorio nazionale l' allerta “ immigrazione" ha toccato livelli altissimi. Scontri e tensioni sociali hanno affollato le prime pagine di cronaca e talk show televisivi. Tutti hanno...
Su tutto il territorio nazionale l' allerta “ immigrazione" ha toccato livelli altissimi. Scontri e tensioni sociali hanno affollato le prime pagine di cronaca e talk show televisivi. Tutti hanno parlato di quanto avvenuto nelle periferie delle grandi città e dell'intolleranza che da Nord a Sud si è respirata. A soffiare sul fuoco sono centinaia di luoghi comuni che gettano il fumo negli occhi agli italiani stanchi e provati dalla crisi e da una politica che sembra non parlare più ai cittadini. E fa discutere senza dubbio la posizione del sindaco leghista di Bondeno, Alan Fabbri, eletto nelle scorse settimane consigliere regionale, che nei giorni scorsi ha rimandato al mittente (ovvero alla prefettura) la richiesta di collaborazione degli enti locali nella sottoscrizione di accordi, per lo svolgimento di attività di volontariato dei migranti. «Solo il 10% delle diverse migliaia di richiedenti asilo ha, nei fatti, i requisiti per questo status, ed ora - affermava Fabbri - si chiede ai Comuni di farsi carico dei profughi facendo loro svolgere attività di volontariato, quando sappiamo benissimo che queste persone arrivano per non fare assolutamente nulla». Capofila del pensiero opposto è Barbara Paron, sindaco di Vigarano Mainarda, che ha firmato un protocollo di collaborazione per inserire i rifugiati ospitati sul territorio comunale in attività di volontariato . (s.g.)
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