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il raduno dei dissidenti

«Una bella virata di Pizzarotti»

«Una bella virata di Pizzarotti»

Tavolazzi elogia il sindaco di Parma. Morghen: nel M5S conta poco

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«Pizzarotti sta solo cercando, giustamente, di far conoscere il suo operato da sindaco». Le aspettative dell’ex M5S Valentino Tavolazzi sull’esito della manifestazione dei dissidenti a Parma erano piuttosto caute alla vigilia. Ieri pomeriggio, però, il giudizio si è tramutato quasi in un pubblico elogio, dopo il discorso del sindaco pentastellato. «Pizzarotti ha dato la svolta - ha scritto Tavolazzi - Avvalendosi di un bel video sugli Usa, ha introdotto il tema della libertà di espressione nel M5S, delle espulsioni, del coraggio di ammettere l'esistenza dei problemi per poterli risolvere, della positività del confronto costruttivo».

È vero che il sindaco emiliano «ha invitato a ripetere incontri analoghi e a reagire agli errori, senza mai citare Grillo o Casaleggio. Ma lo hanno fatto altri - ha aggiunto Tavolazzi - rivelando l'esistenza di un Movimento sensibile a quei temi, che pare appassionino molti attivisti ed elettori: la formazione degli eletti, l'organizzazione ed il sistema di regole, la competenza, il merito, la capacità del Movimento di fare proposte, di approfondire, di ascoltare, in modo organizzato, la necessità di un luogo in rete predisposto ad hoc, il rapporto con il territorio ed i cittadini, la mobilitazione di questi ultimi intesa come fattore propulsivo dell'azione politica, la condivisione delle scelte, la democrazia interna». La questione espulsioni, a lui che è stato uno dei primi espulsi dall’M5S dall’accoppiata Grillo-Casaleggio, sta particolarmente a cuore. Dell’ostracismo, ricorda Tavolazzi, hanno fatto le spese interi territori «come Ferrara e Cento ed i loro eletti nelle istituzioni, accusati da Casaleggio di non aver ben compreso lo spirito del Movimento. E negli anni successivi lo stesso Casaleggio ha regolato i conti anche con altri consiglieri comunali, regionali, parlamentari e di recente perfino con un sindaco cinque stelle, quello di Comacchio».

Il merito di Pizzarotti, conclude Tavolazzi, è di aver creato «una occasione perchè di questo argomento si parlasse. E' vero, non ha letto la lista degli espulsi, nè ha gridato all'ingiustizia, ma ha acceso la scintilla che potrebbe alimentare un nuovo incendio virtuoso di idee e di confronto nel M5S». Influenzata a casa, Ilaria Morghen, consigliere comunale a Ferrara, non è rimasta invece particolarmente colpita dal raduno pizzarottiano. «La sua posizione critica è nota da tempo - ha detto - ma nel Movimento non ha un grosso seguito. Il M5S ha un suo leader, che è Grillo, c’è piena libertà di espressione ma anche di uscire se l’obiettivo è di affermare nel Movimento un pensiero che non è del Movimento».