Ex Sant’Anna, spunta l’ipotesi dei mercatini
L’assessore Fusari: il piano particolareggiato per la riqualificazione è pronto Manca l’ok delle aziende sanitarie. Anche per gestire iniziative temporanee
Mentre sotto il Duomo impazza il toto-bancarella c’è un quartiere di Ferrara rimasto orfano dell’ospedale S. Anna che da oltre due anni è stato sottratto all’uso della città e trasformato in un’area di parcheggio.
Il piano di riqualificazione non decolla e l’idea ora è di sfruttare quello spazio, almeno fino a quando le ruspe non si metteranno in moto, per iniziative temporanee. «Fiere? Mercatini? Altre manifestazioni che richiamano il pubblico? Se l’ipotesi sarà accettata, in attesa che il piano particolareggiato trovi piena attuazione si potrà far rivivere un altro pezzo della città», sostiene l’assessore all’Urbanistica Roberta Fusari. Chi ha ragionato sul futuro di questo grande spazio pubblico da tempo lo ha denominato quartiere “San Rocco” ma solo negli ultimi mesi l’ex Sant’Anna ha ripreso parzialmente vita, grazie all’insediamento degli ambulatori, delle attrezzature e dei servizi della Casa della Salute. I presìdi sanitari occupano oggi metà dell’anello al piano terra, per l’altra metà si cercano idee. Uscendo da questo percorso pedonale in direzione Fossato di Mortara si attraversa tutta la zona che dovrà essere riqualificata e restituita alla città. Quella su cui si affacciano l’ex padiglione di Malattie Infettive, le Nuove cliniche e il Padiglione Ascoli, ex sede di Oculistica.
L’assetto futuro di questo settore dell’ex ospedale, racchiuso fra l’anello e la quota di pertinenza della Scuola di Medicina (che confina con Fossato di Mortara) è stato in buona parte definito tre anni fa e presentato al pubblico. Successivamente è stata svolta una consultazione cittadina per raccogliere proposte e idee. L’idea esposta dal gruppo di lavoro istituzionale prospetta un nuovo quartiere urbano circondato da una consistente quota di verde, con un profilo marcato da edifici da 2 a 4 piani (tranne quello che ospita le ex Nuove cliniche, che sfiora i 20 metri) e dalla presenza di piste ciclopedonali, parcheggi sotterranei, uffici e due piazze. Tutto fino ad oggi rimasto sulla carta. Il terremoto del 2012, anno in cui il S. Anna si è trasferito a Cona, ha imposto una lunga sospensione dell’attività di pianificazione e degli atti amministrativi collegati. Ma il vero handicap che ha azzoppato ogni prospettiva di recupero urbanistico a breve è stato il tracollo del mercato immobiliare. Da qui l’idea, emersa in Consiglio comunale il 17 novembre scorso, di sfruttare l’area “a tempo determinato”. «Ma ci deve essere l’ok della proprietà, cioè delle due aziende sanitarie - precisa l’assessore Fusari - un consenso che è necessario anche per l’ultimo passaggio del piano particolareggiato, cioè l’adozione. Il Comune è pronto, ci serve solo il via libera». Anche il futuro dell’ex S. Anna finirà sul tavolo del nuovo assessore regionale alla sanità, che nelle prossime settimane dovrà procedere fra l’altro alla nomina dei direttori generali di Asl e azienda ospedaliera, entrambi prorogati. (gi.ca.)
