Grattacielo: per i morosi ora scatta la rottamazione
Dopo la rottamazione del vecchio impianto di riscaldamento si passa alla rottamazione dei residenti morosi. Il Grattacielo tenta si scrollarsi di dosso, tra mille difficoltà e qualche passo avanti,...
Dopo la rottamazione del vecchio impianto di riscaldamento si passa alla rottamazione dei residenti morosi. Il Grattacielo tenta si scrollarsi di dosso, tra mille difficoltà e qualche passo avanti, la fama di condominio più invivibile della città.
I termosifoni nelle torri di via Felisatti si sono accesi di nuovo, dopo oltre un anno di stop, all’interno degli appartamenti del Grattacielo. Ma il calore, spiega l’amministratrice Tiziana Davì, potrà raggiungere solo 86 famiglie, quelle che versano regolarmente le quote condominiali mentre i morosi (questo prevede l’accordo col creditore, la multiutility Hera, con la quale è stato impostato un piano di rientro per 200mila euro di arretrati) dovranno arrangiarsi con altre soluzioni perchè gli allacciamenti all’impianto generale per loro non sono stati attivati.
Nel grande concentrato abitativo, dove una parte dei residenti paga il dovuto e un’altra non è mai in regola con i versamenti si è adottata la soluzione personalizzata per evitare che chi non partecipa alle spese condominiali possa danneggiare anche chi rispetta bollette e scadenze. Una situazione aggravata dalla crisi economica che erode i risparmi delle famiglie e che col tempo ha trasformato il Grattacielo in un luogo-simbolo della caduta economica aggiungendo una nuova emergenza alla già difficile convivenza tra gruppi etnici e sociali diversi. «La situazione non è facile, anche perché prima o poi bisognerà sostituire gli ascensori che sono vecchi e necessitano continuamente di manutenzione», prosegue Tiziana Davì. «Per questo motivo abbiamo intenzione di allontanare dal Grattacielo chi non paga le bollette attraverso l’emissione di decreti ingiuntivi e con la vendita all’asta degli appartamenti», annuncia l’amministratrice. Sono una decina gli alloggi sul mercato a prezzi di poco superiori ai 10mila euro, ma che comunque si fa fatica a vendere. «Dobbiamo ridare fiducia alla gente, ci vuole un po’ di tempo», conclude Davì, che se la deve vedere anche con un gruppo di ribelli. Il Comitato 2013 presieduto da Roberto Zaramella ha deciso infatti di presentare due esposti, all’Agenzia delle entrate e allaFinanza, relativi ai bilanci del condominio.
