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«Invito alla calma, niente nuovi arrivi»

di Annarita Bova
«Invito alla calma, niente nuovi arrivi»

Il sindaco Fabbri: sui profughi soltanto confusione. Un gruppo di cittadini: bugie su bugie, ora controlliamo noi

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COMACCHIO. «Non risultano arrivi rifugiati a Comacchio e i lavori che la curia sta portando avanti alla Casa del Vescovo nulla hanno a che fare con la realizzazione di potenziali appartamenti per ospitare persone. Pregherei quindi di abbassare o toni perché potrebbe anche ipotizzarsi il procurato allarme». La reazione del sindaco di Comacchio Marco Fabbri è particolarmente dura. «Mettere in discussione l’operato delle forze dell’ordine, creare falsi allarmismi circa l’arrivo di stranieri non regolari nella cittadina contribuisce solo a scaldare ulteriormente un clima già troppo teso da questo punto di vista e persone che da sempre lavorano con la gente dovrebbero capirlo». Nonostante i ripetuti interventi del sindaco e dei diversi amministratori, un gruppo di cittadini (sempre più numeroso) capitanati dall’ex consigliere Tiziana Gelli continua a presidiare la Casa del Vescovo: «Siamo certi del contrario - dicono convinti - vedrete che nei prossimi giorni arriveranno nuovi ospiti. Se ci sono degli alloggi a disposizione, devono darli ai comacchiesi, a tutti coloro che da anni aspettano una casa. Altrove il sindaco l’ha pur fatto, da noi invece aprono le porte agli stranieri lasciando gli altri fuori». «Adesso basta falsare la realtà - ribadisce Fabbri - Le case in cui gli stranieri vengono ospitate non sono del Comune ma di provati che con le loro abitazioni possono fare quello che vogliono. Così come anche la curia. Su 23mila abitanti abbiamo 27 e ripeto, 27 profughi che abitano tra San Giuseppe e Comacchio. Sento i carabinieri ogni giorno e da quando queste persone vivono qui, non si è mai registrata nemmeno una segnalazione nei loro confronti. Invito dunque le persone che puntano il dito a presentare regolare denuncia se ritengono di trovarsi davanti ad episodi non regolari». La secca smentita arriva anche dalla Prefettura come dall’assessore alla Sanità e ai Servizi sociali del Comune di Ferrara Chiara Sapigni: «Al momento non abbiamo segnalazioni circa nuovi arrivi in città e provincia. Tenendo presente che non dipende da noi ma dal ministero, sottolineo che le cose potrebbero anche cambiare da un momento all’altro. Aggiungo che si tratta sempre e comunque di persone registrate, controllate e seguite. Purtroppo sulla questione c’è poca conoscenza e molta strumentalizzazione. I famosi quaranta euro al giorno che dovrebbero ricevere? Basta anche con questa storia, niente di più falso». Da specificare che 40 euro vengono dati in media alle cooperative, meno di tre euro ai migranti. Il costo medio per l’accoglienza di un richiedente asilo o rifugiato è di 35 euro al giorno. Un importo non definito per decreto, ma da una valutazione sui costi di gestione dei centri.