Nutrie, l’allarme dei cacciatori: «Ora chi se ne occuperà?»
L'associazione cacciatori ha inviato una lettera dettagliata sugli ultimi provvedimenti anti-nutrie che potrebbero danneggiare ancor di più campi e argini dei terreni non solo della...
PORTOMAGGIORE. L'associazione cacciatori ha inviato una lettera dettagliata sugli ultimi provvedimenti anti-nutrie che potrebbero danneggiare ancor di più campi e argini dei terreni non solo della provincia ferrarese, ma anche dell'intera regione. «Sono serviti 30 anni - spiegano i cacciatori - da parte delle associazioni protezioniste, delle giunte regionali, nonché dall'istituto per la protezione e la ricerca ambientale per capire che quegli animali importati dall'America del sud avrebbero arrecato grave danno all'ambiente e alle colture agricole. Siamo riusciti a proteggerli permettendone la cattura ai soli coadiutori, comuni cacciatori volontari abilitati dalla Provincia con trappole e con obbligo di consegna della carcasse per l'incenerimento. Tutto questo ha avuto un costo al quale tutti abbiamo contribuito. Le caverne e i tunnel scavati dalle nutrie hanno determinato crollo delle rive dei canali già in condizioni critiche. Pur con qualche lontano accenno da parte della stampa, pare che questi animali abbiamo contribuito alla recente alluvione nel Modenese». Premesso tutto questo, arriva il vero grido d'allarme: «Adesso gli agricoltori si vedranno privati degli indennizzi elargiti dalla Regione per i danni prodotti dalle nutrie a mais, bietole, ortaggi. Chi avrà ora il compito di contenere la loro proliferazione? Non saranno certo Istituto Ispra o la Regione, ma i sindaci che faranno appello ai coadiutori/cacciatori, i quali abbandonati dalla Provincia, che conosce solamente il verbo 'chiedere' e pone ostacoli e assurde restrizioni all'attività venatoria. I cacciatori - prosegue ancora la nota dell’associazione - potrebbero avanzare proposte in accordo con sindaci e associazioni agricole, proposte come uniformazione del calendario venatorio alle regole comunitarie o mantenimento dell'ambiente agricolo il più naturale possibile, senza distruggere tutto ciò che non fornisce guadagno o destinato a rimboschimento o a culture fogliari. Soltanto nel rispetto di tali accordi, i cacciatori si proporranno per la prevenzione dei danni da nutrie, affiancandosi e riconoscendo agli agricoltori la beffa che la Regione ha riservato loro».
Enrico Menegatti
©RIPRODUZIONE RISERVATA
