La Nuova Ferrara

Ferrara

Gli stanchi cittadini di Filo chiedono maggiore tutela

Gli stanchi cittadini di Filo chiedono maggiore tutela

Tanta gente all’incontro con i sindaci di Argenta e Alfonsine e le forze dell’ordine Furti, incendi e atti vandalici all’ordine del giorno: «Dovete risolvere il problema»

2 MINUTI DI LETTURA





FILO D’ARGENTA. Di quanto sia colmo il bicchiere a causa di furti, truffe, incendi, vandalismo, lo si è visto ieri sera durante l’assemblea per la sicurezza organizzata a Filo. La gente proprio non ne può più e lo hanno manifestato con varie sfaccettature ai sindaci di Argenta e Alfonsine, Antonio Fiorentini e Mauro Venturi, accompagnati dai rispettivi comandanti della polizia municipale oltre ai comandanti della stazione dei carabinieri di Longastrino, il luogotenente Giacchino, e di Alfonsine, il maresciallo Caruso.

L’ampia introduzione fatta dal sindaco di Argenta non si è basata solamente sui dati statistici che riportano che a Filo si sono verificati 19 furti nel 2011, 23 nel 2012, 19 nel 2013 e nel 2014 si è ad una decina, ma a questi elementi, andrebbero aggiunte le denunce non presentate che alzerebbero l’asticella di questo problema. Sul cosa può fare il privato e il pubblico, da parte del Comune saranno incrementare le pattuglie a scapito dei normali servizi, mentre al privato è stato consigliato di incrementare la sicurezza in casa con una serie di accorgimenti, fra questi i sistemi di allarme che il Comune ha intenzione di sostenere con un contributo. Consigliate pure le passeggiate per far vedere una comunità viva. Inoltre, è stato anche spiegato il perché di questi tre anni di microcriminalità: la crisi economica, la politica di frontiera con l’Est Europa e l’impunità.

Egidio Checcoli, oltre a ricordare le richieste fatte nell’assemblea del 2010, ha chiesto che le forze politiche presenti nei consigli comunali si esprimano in merito e, soprattutto, sulla depenalizzazione appena approvata. Deliberare cioé un documento da inviare in Regione e ai parlamentare ferraresi. Da parte dei cittadini, è stato chiesto ai carabinieri come possono difendersi in caso di ladri e se possono usare le armi, pugni compresi. Su questo, il luogotenente Giacchino ha suggerito di lasciar perdere le armi a favore del fermo del ladro fino al momento dell’arrivo dei militari. Molto acceso l’intervento di un cittadino di Filo di Alfonsine, seguito da altri: questi, oltre a ricordare l’odissea per trovare quale caserma dell’Arma deve rispondere visto che il territorio è suddiviso su tre confini (dall’1 gennaio tutto è azzerato e sarà in carico ad Alfonsine), ha sollecitato maggiore impegno della politica, «Perché il problema - ha detto - è vostro e non di noi cittadini, quindi dovete risolverlo». ©RIPRODUZIONE RISERVATA