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«Non ci scipperete la Fiera del Regalo»

di Gian Pietro Zerbini
«Non ci scipperete la Fiera del Regalo»

Baglioni, presidente Anva Confesercenti, replica al direttore dell’Ascom: qui si fa del dannoso terrorismo psicologico

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Botta e risposta in un clima tutt’altro che natalizio. Pier Carlo Baglioni, presidente provinciale Anva (associazione nazionale venditori ambulanti) di Ferrara - circa 250 aziende - legata a Confesercenti, replica a muso duro sulla polemica della Fiera del Regalo sul Listone, confermando che nemmeno ai tempi di Regina e Miglioli i rapporti erano così tesi tra Ascom e Confesercenti.

Ascom e il suo direttore Urban vogliono mettere le mani sulla Fiera del Regalo. Cosa pensate di fare?

«Per come stanno le cose in questo momento, non capisco con quali termini normativi Urban intenda modificare l’attuale collocazione della Festa del Regalo. Leggo sulla Nuova che il direttore Ascom fa un’apertura agli attuali occupanti della piazza, se sono disponibili ad un adeguamento merceologico. Ma mi viene da chiedere come riuscirà ad inserire le altre aziende, quelle che vuole lui? L’assegnazione degli stalli su suolo pubblico è normata da un concorso pubblico, tutto viene messo a bando. Ricordo anche che gli operatori della Festa del Regalo sono in quella posizione con un’autorizzazione valida fino al 2017; in base alla nuova normativa, quella che comunemente viene chiamata Bolkenstein, viene garantito loro il rinnovo per altri 12 anni, quindi addirittura fino al 2029».

Ma come si spiega allora questa invasione di campo?

«Francamente non riesco a spiegarmela. Un direttore pagato da commercianti che si scaglia contro altri commercianti, in 23 anni che sono in Confesercenti, non mi è mai successo di vedere. Se lo facesse un direttore di Confesercenti rischierebbe il posto».

Pensa sia spalleggiato da qualcuno in questa operazione?

«A questo punto, pensando alla tempistica - quanto mai inopportuna come ha detto giustamente Calvano sulla Nuova Ferrara - penso ci sia dietro qualcosa. Vorrei capirlo. Gli attori di questa pantomima dovrebbero uscire allo scoperto e manifestare con chiarezza le loro intenzioni. Ciò non toglie che se la proposta fatta da loro dovesse essere così eccezionale, si può discutere. Non ci siamo mai tirati indietro al dialogo. E comunque è una proposta che non conosce nessuno. Sarebbe quindi ora di uscire».

Qualcuno dice che ci sia proprio il Comune a prestare il fianco alla proposta di Urban. Lei cosa ne pensa?

«Se dietro c’è qualche gioco politico non saprei. Per quello che è alla luce del sole, senza trame di palazzo, posso dirle che la struttura della Fiera del Regalo è approvata sia dall’amministrazione comunale che dalla sovrintendenza delle belle arti. Dieci anni fa si discusse addirittura sul colore dei bulloni. L’amministrazione su quella che è la merceologia dei prodotti ha sempre fatto osservazioni, però è anche vero che la legge Bersani che regolamenta il commercio non impedisce la vendita di quei prodotti».

Non temete lo scippo della piazza quindi?

«Direi di no, perché non verrebbe fatto a termini di legge. Le tempistiche di questa polemica sono quanto mai sospette. A questo punto parlerei anche di terrorismo psicologico nei confronti di un consumatore già provato dalla crisi economica. Queste polemiche comunque non hanno impedito alla gente di venire sul Listone. La risposta migliore l’hanno data loro, i consumatori, durante il ponte dell’Immacolata. Promuovendola con i loro acquisti».

Il prossimo anno dove si farà la Fiera del Regalo?

«Ci può giurare che si farà ancora lì».

Con le casette nordiche di Urban?

«No».