Asili, i sindacati contro il Comune
Cgil, Cisl e Uil critici sulla decisione di esternalizzare i servizi: negli accordi del 2012 non c’è nulla di quanto previsto ora
Ai sindacati della funzione pubblica proprio non è andato giù come si è mosso il Comune nella decisione di esternalizzare gli asili Pacinotti e Jovine. Non hanno digerito in particolare il fatto che il sindaco li abbia chiamati in causa, dicendo che l’accordo firmato con Cgil-Cisl-Uil nel maggio 2012 prevedeva la possibilità di arrivare fino a un 40% di gestione indiretta nelle scuole d’infanzia comunali. «Basta leggere, non c’è nulla di tutto questo», mettono in chiaro Cristiano Zagatti e Natale Vitali (Cgil), Claudia Canella e Francesco Bertelli (Cisl) e Sabrina Cerini (Uil), sventolando il protocollo d’intesa. Parlano di un blitz attuato dall’amministrazione: il 28 novembre l’anticipazione ai genitori dei dirigenti dell’Istituzione Scuola Mauro Vecchi e Donatella Mauro, martedì l’approvazione del bilancio preventivo dell’ente in consiglio. Il tutto senza consultare i sindacati, chiamati a un incontro in municipio solo venerdì 19 dicembre. «Noi non facciamo filosofia, vogliamo piuttosto mettere al centro la qualità del servizio offerto ai cittadini e quella del lavoro», sottolineano Cgil, Cisl e Uil.
A loro non tornano i conti fatti da Tagliani sul risparmio (500mila euro a regime) ottenibile grazie alla nuova tornata di esternalizzazioni. «Non arriveremo a quella cifra. A dire il vero non c’è mai stato fornito un resoconto con i relativi dati, a due anni di distanza dall’avvio, della prima sperimentazione di gestione indiretta a Boara e a Pontelagoscuro, nonostante ne avessimo fatto richiesta. Le criticità però esistono».
Lì il passaggio da personale comunale a dipendenti delle coop sociali ha comportato, dicono Cgil-Cisl-Uil, contratti a chiamata di 10 mesi non stabilizzati, assunzioni con inquadramento “educatori senza titolo”, integrazione disabili a cottimo, compresenze inferiori, carenza di controlli («ci si fida della parola delle coordinatrici didattiche delle coop e alcuni docenti ci dicono che le ispezioni vengono preannunciate con giorni di anticipo», denunciano i sindacati). In un mondo, quello dell’istruzione per i più piccoli, tutt’altro che dominato dal pubblico: «A Ferrara il 67% dei posti bimbo alle materne fa riferimento a realtà di privato sociale, solo il resto è pubblico; ai nidi il rapporto è 45% Comune e 55% privato». Dubbi anche sulla possibilità effettiva di statalizzare a breve la scuola d’infanzia Guido Rossa.
Fabio Terminali